lettera al Prefetto contro Brandoni

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lettera al Prefetto contro Brandoni
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Dibattito politico rovente al Castello con le opposizioni a chiedere al Prefetto la revoca della carica di presidente del consiglio comunale a Goffredo Brandoni. L’ex sindaco è accusato di non tenere un comportamento imparziale e di violare «i compiti indicati dalla normativa e delle regole comportamentali connaturate alla carica di garante della corretta dinamica politico-amministrativa dell’Ente». Di diverso avviso la maggioranza che invece accusa l’opposizione di aver trovato un pretesto per rinviare la discussione sulle modifiche al Piano di emergenza esterno della Raffineria Api. Con ordine. Nei giorni scorsi i consiglieri di opposizione, Lega, Pd e Cittadini in Comune, hanno abbandonato la commissione Ambiente accusando Brandoni di aver deciso la data del prossimo consiglio comunale senza passare per la conferenza dei capigruppo. La goccia che ha fatto traboccare un vaso già pieno. «Brandoni – dicono da Cittadini in Comune – ha sistematicamente disertato tutte le Commissioni consiliari nonostante il Regolamento lo preveda. Con questo comportamento Brandoni non può rendersi conto dell’ostruzionismo che alcuni presidenti di commissione hanno adottato pur di non approfondire e discutere problematiche suggerite dai Consiglieri di minoranza. Con la sua assenza non si è reso conto della mancanza di verbalizzazioni in alcune Commissioni oppure del notevole ritardo (di mesi!) nell’affrontare in Commissione alcune problematiche importanti per la città (rischio idrogeologico, barriere fonoassorbenti di Rfi) nonché nella trasmissione di documentazione utile per capire ed approfondire le problematiche». Cittadini in Comune ha così inviato un esposto al Prefetto chiedendo la revoca dell’incarico. «Brandoni ha assunto un comportamento incompatibile con il ruolo istituzionale super partes». 

Di diverso avviso la maggioranza. La presidente della commissione Ambiente, Giorgia Fiorentini parla di contestazioni infondate: «Sono stata costretta a rinviare la seduta sul Pee per una protesta infondata e che nulla aveva a che fare con l’argomento all’ordine del giorno». L’amministrazione ha reso noto che risponderà puntualmente alle contestazioni con un documento che sarà inviato alla Prefettura, ma intanto la Fiorentini parte all’attacco. «La protesta strumentale dell’opposizione – dice – ha avuto come unico effetto il blocco dell’iter per l’esame del Piano di emergenza esterna (Pee) dell’Api, che doveva essere approfondito nel pomeriggio di martedì 12 marzo. La defezione dei consiglieri d’opposizione, che hanno abbandonato la sala in segno di protesta per un rilievo che oltre a essere infondato, era del tutto estraneo all’argomento trattato, mi ha infatti costretto a rinviare ad altra la seduta l’illustrazione del Piano. Un comportamento irresponsabile della minoranza». 



fonte AnconaToday

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