Con i piedi nel fango e lo sguardo al futuro

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Con i piedi nel fango e lo sguardo al futuro


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Ancona 23/08/2019
– Incontro tra il Sindaco di Ancona Valeria Mancinelli e lo scrittore ed ex Senatore dem Gianrico Carofiglio. Discussione sul saggio “Con i piedi nel fango”, Mancinelli: “Un saggio che rappresenta quello che stiamo tentando di fare qui”

È gremita l’arena teatrale del parco di Posatora all’incontro organizzato dal PD di Ancona con lo scrittore ed ex Senatore Gianrico Carofiglio nella serata di venerdì. In moltissimi sono venuti ad assistere al confronto tra il Sindaco Mancinelli e l’autore di “Con i piedi nel fango. Conversazioni su politica e verità”. Una nuova aria si respira nel popolo dem e nei suoi rappresentanti accorsi all’evento, sull’onda dei recenti sviluppi della politica nazionale, che potrebbero vedere il ritorno del PD al governo in alleanza ai 5 stelle.

“Le alleanze si possono fare” commenta la Mancinelli prima dell’incontro “ma oltre che con chi bisogna stabilire su cosa. Stabilire cosa si ipotizza di fare e cosa” specifica il Sindaco, lasciando aperta la porta anche ad una possibile alleanza alle prossime Elezioni regionali. Il Sindaco Mancinelli coglie l’occasione anche per rilasciare un sorprendente commento sulle condizioni dettate dal PD per una futura alleanza con i 5 Stelle “Più che abolire i due Decreti Sicurezza bisognerebbe cambiarli, conservando le cose positive, perché ce ne sono. Ad esempio le misure relative all’intensificazione delle sanzioni rispetto a comportamenti che mettono in discussioni comportamenti della società civile, e ovviamente non mi riferisco a quelle sull’immigrazione, sono condivisibili”.

Inizia quindi il confronto con Carofiglio sulla sua ultima opera “Un libro che ho letto e apprezzato e in cui mi sono rispecchiata. Molte cose di cui Gianrico perla in questo libro sono le stesse che abbiamo cercato di applicare noi, a volte riuscendo meglio altre peggio. Sembrava parlasse di noi”. Seguono poi le domande del Sindaco all’autore in un’intervista che è quasi un botta e risposta. Tra i temi più battuti il gergo della politica e la coerenza tra comunicazione e comportamenti. “Serve fare una distinzione tra sdegno e indignazione. Lo sdegno viene dalla pancia. Una rabbia che dà assuefazione e porta ad un escaltion di errori, come sta avvenendo oggi. L’indignazione è invece la ribellione contro le ingiustizie, in una prospettiva di trasformazione del mondo come lo conosciamo” spiega Carofiglio. Una coerenza anche tra i comportamenti personali e le politiche predicate “ad esempio come mi va in giro con il rosario, ma poi… lasciamo perdere, sarebbe vilipendio di cadavere” celia Carofiglio tra le risate della platea.

La sinistra dovrebbe imparare a dire la verità e a farlo bene secondo lo scrittore, memore delle elezioni del 2013 e della lezione di Barack Obama, di cui rimarrà nella storia lo slogan Yes we Can: “Occorre essere capaci di raccontare una storia, un epopea di una Nazione. Su invito della Sindaca c’è anche spazio per un momento di autocritica della sinistra italiana e del PD. Come la scelta di LEU di candidare come premier Pietro Grasso, che all’epoca ricopriva la seconda carica dello stato, o il caso Lotti. “Il fatto che sia stata accettata l’autosospensione di Lotti è un esempio di difetto di coerenza del Partito Democratico. L’autosospensione è priva di qualsiasi valore giuridico, è solo fumo, non significa nulla”.

Un ultimo esempio di incoerenza viene elencato dallo scrittore del PD, che precisa di rifiutare lo status di intellettuale, quello del politico martire: “Insopportabile chi fa il politico e on riesce ad ammettere che gli piace, che se fosse per lui si dedicherebbe all’apicoltura, l’ipocrisia di che lascia intendere “se fosse per me non lo farei”. Così come chi non è capace di ammettere i propri errori, “riconoscere gli errori ci rende amabili” diceva Goethe.

Sindaco e scrittore chiudono con un’altra citazione, stavolta di Orwell, la stessa che ha dato il titolo al saggio di Carofiglio: “I pensatori della politica si dividono generalmente in due categorie: gli utopisti con la testa fra le nuvole, e i realisti con i piedi nel fango”, commentato dalla Mancinelli “comodo per alcuni disquisire sulle condizioni a lungo termine, soprattutto per non prendersi impegni nel presente”, appoggiata da Gianrico “In politica bisogna avere i piedi nel fango, ma lo sguardo rivolto a obiettivi futuri”.





fonte VivereAncona

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