La Giovane Ancona sbarca negli Juniores, confermata l’affiliazione con l’Atalanta

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La Giovane Ancona sbarca negli Juniores, confermata l'affiliazione con l'Atalanta


Il trofeo dell’ultimo campionato regionale Allievi e la coppa del secondo posto nei Giovanissimi Regionali esposti sul tavolo. L’affiliazione all’Atalanta rimarcata dopo due anni di collaborazione e la novità di una squadra negli Juniores chiesta spesso dalle famiglie dei ragazzi che scendono in campo. Riparte da qui la Giovane Ancona Calcio, che ha presentato staff e programmi all’hotel Concorde di Camerano. La formazione Juniores, ha spiegato il presidente Diego Franzoni, non sarà tesserata con il nome della società: «Abbiamo fatto questa scelta perché vogliamo rimanere nel puro settore giovanile- ha detto Franzoni- abbiamo quindi stipulato un accordo con il Camerano per costruire la squadra con i ragazzi che escono dai nostri Allievi». Una scelta dettata dalla volontà e dall’identità stessa della Giovane Ancona, quella cioè di formare futuri uomini prima ancora che bravi calciatori: «Vogliamo dare loro una continuità metodologica- ha proseguito Franzoni- spesso a quell’età, quando i ragazzi vanno in altre squadre, diventano semplicemente dei numeri. Da noi sono tutelati con le nostre regole e la nostra etica». Al timone della Juniores ci sarà Yuri Bugari, scelto in accordo con il Camerano, che sarà accompagnato dai dirigenti Maurizio Carotti e Sergio Polenta già in organico Giovane Ancona. La società conta 241 tesserati, ma si punta ad arrivare ai 280 degli anni precedenti.

L’Atalanta e gli uomini del domani

Al Concorde non potevano mancare due partner d’eccezione. Uno dei volti storici dell’imprenditoria anconetana, Sergio Schiavoni, e il responsabile nazionale delle 85 scuole calcio affiliate all’ Atalanta, Loris Margotto. «Lavoro solo per la Giovane Ancona, mi alzo presto la mattina per trovare qualche soldo» ha scherzato Schiavoni, che poi ha parlato dell’impegno nel club: «La nostra famiglia è contenta di questa attività sportiva, nel corso degli anni c’è stato un costante miglioramento e anche se abbiamo affrontato parecchie spese ce la siamo cavata. L’incontro con l’Atalanta ci ha dato un certo blasone, perché si parla di una squadra di livello che ha avuto fiducia in noi e ce ne vantiamo». L’affiliazione è stata nuovamente  sugellata da Loris Margotto: «Quando vengo in questa società mi si apre il cuore- ha detto il manager- da tanti anni cerchiamo di trasferire le nostre esperienze, tutti sono d’accorso ma poi in campo quasi nessuno le applica. Ovviamente prende lo scoramento e allora cosa ti resta? Ti resta l’aver trovato ogni tanto delle società come la Giovane Ancona». Margotto ha sottolineato la responsabilità che l’Atalanta, riconosciuta a livello nazionale e non solo come una delle migliori fucine di talenti, condivide con il club anconetano: «Una società sportiva è un’agenzia educativa chiamata ad interagire con la scuola e con la famiglia- ha detto Margotto- portare un ragazzo da noi è semplice, rimandarlo a casa è difficile dopo che ha lasciato la famiglia. Per questo l’aspetto del campo ci interessa molto, ma ci preoccupa poco». La Giovane Ancona è anche inclusione, come dimostrano i tornei internazionali andati in archivio e in via di organizzazione. I risultati sportivi però non mancano visti i giovani calciatori che oggi indossano maglie di rilievo. Da Filippo Tavoni, passato alla Fermana, a Giacomo Moretti che oggi gioca nella Primavera della Lazio. Ci sono anche Thomas Marinelli, Massimiliano Sopranzi, Riccardo Raimondi, Raimondo Candelari (tutti all’Alma Juve Fano) e Pietro Giordani (Primavera del Frosinone). 

«La nostra è una famiglia»

In sala stampa c’era anche la Regione Marche, rappresentata dal delegato allo sport Fabio Sturani: «Qui il primo obiettivo non è la coppa ma far crescere e divertire i ragazzi- ha detto Sturani- oltre a quello di usare al meglio gli impianti sportivi con il coinvolgimento delle stesse società sportive e, nel caso delle Istituzioni, garantire risorse pubbliche per la promozione dello sport». Anche Giorgio Moretti, consigliere FIGC Marche, ha posto l’attenzione sulla crescita dei giovani: «C’è attenzione anche all’aspetto della salute dei ragazzi anche con aspetti legati all’alimentazione, ma c’è anche un discorso legato all’inclusione come il progetto che ha portato la Giovane Ancona a ospitare ragazzi di altre nazioni. In pochi anni la società è diventata strutturata tramite investimenti in tutti i settori, comprese le strutture (già spesi 12 mila euro per l’illuminazione a led del campo di calcio a 8)». Sandro Santini, responsabile tecnico della Giovane Ancona, ha sintetizzato la mission della società: «Dovremmo chiamarla “non solo calcio, perché ci sono tante cose dentro. La nostra è una famiglia che mette al centro del progetto il ragazzo e non l’istruttore». 

 



fonte AnconaToday

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