Scalavano fino a 200mila chilometri dalle auto, scoperta una maxi truffa: 5 arresti

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Scalavano fino a 200mila chilometri dalle auto, scoperta una maxi truffa: 5 arresti

Truccavano i contachilometri delle auto per renderle commercialmente più appetibili. Poi le vendevano alle ignare vittime che quindi acquistavano il veicolo pagando un prezzo decisamente più alto rispetto al valore effettivo. Questa mattina i carabinieri di Ancona hanno dato esecuzione ad una ordinanza di misura cautelare nei confronti di 5 indagati. Per loro l’accusa è di truffa aggravata continuata. 

Le misure cautelari eseguite, rispettivamente 4 nel capoluogo dorico e 1 in provincia di Teramo, sono frutto di una complessa attività investigativa. Gli inquirenti nel periodo compreso tra aprile 2018 e l’agosto 2019 sono riusciti a dimostrare la compravendita di più di 110 autovetture alle quali erano state, mediante una sofisticata apparecchiatura, artificiosamente ridotti i chilometri per poi essere vendute agli ignari compratori.

Oltre ai venditori dell’auto sono stati 4 i soggetti di etnia rumena (3 uomini ed una donna) che si trovano in carcere. Inolter è stato individuato colui il quale attraverso apposita strumentazione tecnica riduceva i chilometri delle auto che poi sarebbero state oggetto di compravendita. Si tratta di un uomo residente ad Ancona al quale è stata notificata la misura cautelare degli arresti domiciliari.

I Carabinieri della Stazione di Ancona Brecce Bianche, che hanno condotto le indagini, sono riusciti ad analizzare centinaia di vendite di autoveicoli in circa 13 regioni italiane che, come nella precedente attività d’indagine risultavano tutte anomale, con riduzioni di oltre 200.000 chilometri, ovvero fino al triplo delle misurazioni originali. Il cliché seguito dagli attuali indagati era sempre il medesimo, ovvero mediante la pubblicazione di allettanti offerte di vendita di auto usate su portali online quale “subito.it” attiravano l’attenzione di numerosi clienti che fiutavano l’affare di autovetture il cui rapporto qualità/prezzo risultava un’occasione da non lasciarsi scappare. La mole di affari registrata si aggira a circa 500mila euro che aggiunte alla precedente attività investigativa sfora più di un milione di euro. 



fonte AnconaToday

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