hikikomori e isolamento sociale, se ne parla al Centro Pergoli

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3′ di lettura
04/12/2019
– Hanno generalmente tra i 15 e i 29 anni, in alcuni casi non escono di casa da mesi per non dover subire le pressioni legate alla realizzazione sociale, in un mondo che richiede standard sempre più elevati e impone una grande competitività. Sono i ragazzi coinvolti nel fenomeno dell’Hikikomori, termine giapponese che indica l’isolamento sociale volontario.

Il tema sarà al centro di un incontro che si svolgerà giovedì 5 dicembre alle 17 al Centro Pergoli. Si tratta della prima iniziativa nelle Marche organizzata dall’associazione Hikikomori Italia, che un anno fa ha costituito una realtà regionale: si tratta di un gruppo di sostegno rivolto ai genitori, una ventina in tutto, di cui otto dalla provincia di Ancona. Gli stessi genitori saranno presenti all’incontro di giovedì per portare la loro testimonianza diretta. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con l’assessorato alla Cultura di Falconara e con l’Area Vasta 2 dell’Asur, è gratuita e rivolta a tutta la cittadinanza.

“Il fenomeno conosciuto come Hikikomori, che in Giappone si è diffuso dalla fine degli anni Ottanta, è relativamente recente in Italia – spiega la psicologa Valeria Tinti, coordinatrice regionale del progetto Hikikomori Italia –. La nostra associazione, fondata nel 2017 da Marco Crepaldi, si è diffusa rapidamente a livello nazionale ed oggi è presente in quasi tutte le regioni italiane, a testimonianza del fatto che il problema dell’isolamento sociale degli adolescenti e dei giovani sta diventando sempre più rilevante.

L’attività locale, attraverso incontri periodici gratuiti, è rivolta primariamente ai genitori, mentre i ragazzi possono essere presi in carico, sempre in forma gratuita, dal Servizio Territoriale Dipendenze Patologiche di Ancona. Hikikomori Italia mette comunque a disposizione dei giovani un gruppo Facebook, una chat Telegram e un forum online, cui aderiscono circa 500 utenti. I social e il web in generale rappresentano per alcuni l’unico legame con l’esterno”.

L’isolamento fisico, spiega la psicologa, è l’esito di un processo che in genere vede il suo momento più critico nel passaggio dalle scuole medie inferiori alle superiori oppure, in misura minore, nel periodo successivo al diploma. Questa tendenza all’isolamento sembra legata innanzitutto al tentativo di evitare il disagio provocato dal confronto con gli altri e “va distinta dal ritiro sociale che può emergere in condizioni psicotiche o di grave depressione”, conclude la dottoressa Tinti.

“La tematica è molto attuale in questo mondo virtuale – è il commento del sindaco Stefania Signorini – in cui l’utilizzo del cellulare ha implicazioni che possono essere negative. Il disagio giovanile c’è sempre stato, ma in alcuni casi l’uso del telefonino lo amplifica. Istituzioni, scuola e famiglia devono lavorare insieme e mettere a disposizione strumenti da utilizzare per il benessere psicologico dei ragazzi”.

“È molto importante rendere fruibile l’attività del comitato genitori Hikikomori Italia – dice il consigliere Caterina Serpilli, che ha messo in contatto l’associazione con il Comune –. L’incontro può essere utile per dare un supporto alle famiglie e ai ragazzi, ma anche per far conoscere questo fenomeno che, data la sua recente diffusione in Italia, è spesso oggetto di pregiudizi oppure non considerato”.





fonte VivereAncona

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