Feste e veglioni, abitazioni nel mirino dei ladri. Ecco come difendersi

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Il capo della Squadra Mobile Carlo Pinto


ANCONA – È allarme sicurezza durante le feste. Le abitazioni, lasciate incustodite per partecipare a pranzi e veglioni, rischiano di finire nel mirino della criminalità.

Ma ad esporci ancor di più sono i social network, dove in molti postano foto di vacanze e viaggi non rendendosi conto che possono esserci occhi indiscreti tutt’altro che bene intenzionati.

Insomma i ladri di oggi sono oramai 4.0 e si organizzano per spiarci e colpire quando non siamo in casa.

A temere che una eccessiva visibilità sui social network possa esporre maggiormente al rischio di furti sono due italiani su tre, come emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio Sara Assicurazioni. Per il 35% degli intervistati le vacanze sono uno dei momenti in cui si teme di più che i ladri possano introdursi in casa, mentre il 49% ha paura di intrusioni notturne. Il 16% invece teme che i furti possano avvenire di giorno indipendentemente dal fatto che ci sia qualcuno in casa o meno.

Insomma, i furti spaventano, non solo per la conseguente perdita di denaro e preziosi (15%) e per il timore di atti vandalici messi a segno dai ladri nella propria abitazione (25%), ma anche soprattutto per la paura di essere aggrediti (37%) se i ladri si introducono in casa mentre i proprietari sono dentro o se rientrano durante il raid.
Poi ci sono anche le conseguenze emotive legate al colpo (20%), la sensazione che il proprio nido sia stato violato e non sia quindi più sicuro.

Una serie di paure dalle quali però il 41% degli italiani non si difende e non adotta alcuna misura di protezione per i costi elevati dei sistemi antifurto. Chi invece decide di investire in prevenzione, nel 29% dei casi installa un impianto di allarme, nel 23% rafforza i dispositivi di sicurezza di porte e finestre, mentre il 17% stipula una polizza contro i furti che risarcisce dai danni subiti.

Ma chi non si protegge che fa? Alcuni (29%) si arrangiano lasciando luce, radio o tv accesa quando escono per simulare che in casa ci sia qualcuno, altri (27%) per il timore di intrusione “appoggiano” davanti a porte o finestre oggetti che in caso di spostamento provocano rumore, altri ancora (24%) quando sono fuori casa si affidano al controllo dei vicini.
L’evoluzione social dei rimedi fai da te vede anche le chat contro i furti, una sorta di catena di solidarietà e vigilanza tra residenti dello stesso quartiere che negli ultimi tempi ha avuto una grandissima diffusione. Solitamente sono persone già bersagliate dai furti, anche più volte, e quindi esauste dai ripetuti raid ladreschi; si organizzano fra loro per sorvegliare il quartiere, come hanno scelto di fare ad esempio i residenti di via Palombare ad Ancona, una zona passata al setaccio tante volte dai criminali. Proprio in queste giornate di festa, come racconta Antonella Cinti, residente nel quartiere, hanno provato ad entrare più volte in alcune abitazioni, addirittura mentre i cittadini stavano parlando in strada con le forze dell’ordine.

Sono una cinquantina i residenti di via Palombare che fanno parte di questa chat creata su WhattsApp, dove si avvisano non solo dei furti avvenuti, ma anche e soprattutto di movimenti strani notati in zona. Se suona un allarme, i vicini si interessano di sapere se tutto va bene; se un residente va in vacanza o si assenta da casa, gli altri si premurano di sorvegliare come il buon vicinato di un tempo.
«Il gruppo su WhattsApp ci fa sentire meno soli e questo nostro costante stato di allerta, essendo condiviso con gli altri, è meno pesante» spiega Antonella Cinti.

Intanto i furti però proseguono e a Montedago, durante la vigilia di Natale, i ladri hanno fatto razzia in tre abitazioni: in una hanno sottratto anche dei fucili.

Il capo della Squadra Mobile Carlo Pinto

Ma come difendersi dai furti? L’importanza della prevenzione è ribadita dal capo della Squadra Mobile di Ancona Carlo Pinto che pone l’accento sulla necessità di dotare le abitazioni di sistemi di allarme e di videocamere. «Un buon escamotage per simulare la presenza di persone in casa è anche quello di lasciare la luce o la tv accesa quando si va a fare la spesa – spiega – , ma attenzione anche a lasciare almeno un’auto parcheggiata davanti casa perché i ladri controllano anche questo».

Riguardo i gruppi WhattsApp Pinto spiega che possono avere una loro utilità a patto che «non diventino un modo per dare la caccia ai fantasmi o per gridare “al lupo, al lupo”. Altrimenti si rischia che possano perdere il loro scopo».
Secondo il capo della Squadra Mobile dorica in queste chat non dovrebbe girare altro materiale come auguri o vignette, «quando arriva un messaggio da questi gruppi si devono drizzare le antenne altrimenti il rischio è che perdano la loro utilità».

 

 

 



fonte Centropagina

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