”Giustizia pronta, rapida e giusta”

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''Reparti sempre più sotto organico''


3′ di lettura
Ancona 14/01/2020
– Tra i temi che puntualmente si rincorrono da decenni nel Paese, la questione giustizia ricopre un posto in prima fila. Mentre si discute, la vita reale delle persone è quotidianamente costellata di avvenimenti nei quali l’esigenza di rettitudine alimenta ansia e inquietudine crescenti.

Le pagine di cronaca ne sono testimonianza. Gli organi di informazione locale seguono ormai con ammirevole impegno e tempismo le vicende di Coop Casa Marche, cooperativa di abitazione in orbita Legacoop ormai in default, le cui incompiute offendono ancora la vista di un paesaggio notevole, ma soprattutto pesano drammaticamente almeno su un centinaio di famiglie, penalizzate per aver coltivato e inseguito il sogno della prima casa. Per realizzare il quale tante famiglie, giovani coppie in particolare, hanno investito i propri risparmi e si sono indebitate per aderire al PEEP, Piano di edilizia economico popolare. Ciò che la legge definisce strumento per rendere esigibile un vero e proprio diritto.

Quanto si legge impressiona: un buco enorme! Debiti per 31 milioni vantati da banche, imprese, professionisti. Senza considerare l’esposizione dei soci, abbandonati evidentemente al proprio destino, molti dei quali costretti a ripagarsi la casa! Il commissario liquidatore non li ha ritenuti, infatti, degni di attenzione, men che meno creditori privilegiati. Accomunati paradossalmente al destino dei componenti di quel collegio sindacale la cui richiesta di compensi non liquidati è stata esclusa per attività definita da Sallorenzo “carente”….

Un aggettivo quanto meno inappropriato per le dimensioni della truffa. Finalmente, a quanto si apprende. si celebra il processo penale per bancarotta. Anzi, bancarotta e truffa, appunto, a distanza di due anni dal rinvio a giudizio dei presunti maneggioni. Per una giustizia “pronta, rapida e giusta” i tempi non sono certo indifferenti. Quanto ancora dovrà passarne? Lungaggini sulle quali hanno anche pesato, come riportato dalla stampa, richieste di trasferimenti di sede di magistrati, procedure comprensibili, che tuttavia non possono preludere a ulteriori slittamenti.

Una giustizia è tale se, una volta accertati fatti e responsabilità, sanziona equamente -con le dovute garanzie- comportamenti illeciti con la certezza della pena. E, nella misura possibile, col ristoro delle vittime. Nel caso di specie, se mai dovessero essere dimostrati -in tempi congrui- profili di responsabilità da parte degli imputati che abbiano dato luogo ad arricchimenti ingiustificati e ingiustificabili, si deve anche rintracciare ogni euro sottratto, recuperarlo affinché il maltolto sia correttamente restituito ai legittimi proprietari. Insomma, come si vede, si ha conferma di quanto in generale la materia del contendere sia oltremodo sensibile per la vita dei cittadini e per definire il grado di civiltà di una comunità salda, matura e coesa.

Non si può che auspicare, dunque, che i soggetti deputati al funzionamento della giustizia operino coerentemente per aumentare l’efficienza organizzativa, non lesinando operatori e definendo procedure efficaci in grado di ridurre inutili attese ed eventuali attività ostruzionistiche. Soggetti deputati a dar prova di competenza, serietà e disinteresse per far funzionare davvero uno dei cardini del vivere comune praticando il principio per il quale, almeno di fronte alla Legge, “tutti i cittadini sono uguali”.





fonte VivereAncona

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