Movida in centro a Jesi, tra distanziamenti ed eccessi cresce la protesta dei residenti

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Movida in centro a Jesi, tra distanziamenti ed eccessi cresce la protesta dei residenti


Il centro storico di Jesi sabato notte alle 3.

 

 

di Talita Frezzi

Movida in centro: una questione dalla doppia faccia, che merita una lettura approfondita. Da un lato, la voglia di uscire dei giovani, che in questa fase2 si riversano in centro nelle piazze, davanti ai locali, assiepati in gruppetti a bere e chiacchierare per riappropriarsi di una primavera negata dall’emergenza mondiale del Covid-19. E in questo tornare in centro ci sono i ristoratori e i titolari di bar, pub e locali che seppur stretti da regolamenti e vincoli sanitari, debbono pur tornare a lavorare e compensare tre mesi di chiusura e di spese sostenute con mancati guadagni. Lavorare senza poter uscire all’esterno della propria attività e arbitrare su distanze, mascherine, guanti e assembramenti dei gruppi. Impensabile per chi deve lavorare magari pure da solo al bancone. Ma dall’altra parte ci sono i residenti, tenuti svegli dal baccano, preoccupati per l’effetto visivo di un’ondata di giovani che si riversano per strada e seccati dal trovare resti degli eccessi della movida, bicchieri e cannucce e carte abbandonati per strada e sui davanzali. Insomma un problema vecchio che non si risolve, ma che approda sui social dove inevitabilmente nasce la bagarre.
Domenica è la giornata dei bilanci del weekend. Sebbene segnato da temperature rigide e tutt’altro che primaverili, quella di sabato è stata una serata affollata nel centro di Jesi, fin dal pomeriggio quando corso Matteotti e le piazze si sono riempite di gente, di famiglie, di ragazzi. Ed hanno continuato a pullulare fino a notte inoltrata. Oggi sono comparse delle foto scattate dai residenti del centro che puntano il dito sulla moltitudine di gente, sugli assembramenti, sulle mascherine che mancano e sul senso civico che potrebbe portare a un rischio di chiusura totale per tutti. «Sono frustrato – scrive uno dei residenti del Comitato centro storico – non per la gente che vuole riprendere il divertimento anche senza mascherine, né tantomeno per i gestori dei locali ma per la totale assenza di controllo da parte degli organi competenti. Ci si deve solo augurare che fra 10/15 giorni non ritorni, come prima, il Covid19». Dichiarazioni accompagnate da una foto panoramica di piazza Spontini ancora piena di gente alle 3 di notte. I controlli delle forze dell’ordine, va detto, ci sono ogni fine settimana. Non sempre con le macchine d’istituto, ma spesso anche con personale in borghese. Le multe ai contravventori che hanno violato le normative sanitarie sono state elevate e anche salatissime. Ma vengono svolti dalle forze dell’ordine in tutta la città e la Vallesina, affiancati ai compiti istituzionali di controllo del rispetto del codice della strada, della prevenzione dei reati predatori e di tutela del cittadino. Molto attiene al senso civico e al rispetto degli altri, quello che invece sembra mancare specie nei weekend.
In via Roccabella, pieno centro storico, alcuni ragazzi tra i 17 e i 20 anni forse dagli animi accesi dall’alcol, hanno iniziato a sbraitare e si sono presi a spintoni. Una rissa solo sfiorata per fortuna, in cui non c’è stato bisogno dell’intervento né delle forze dell’ordine né dei sanitari, ma che alle 4 di notte ha svegliato chi cercava di riposare. E tra gli eccessi degli strilli e del baccano, vanno registrate anche le “semine” di bicchieri, cannucce e cartacce disseminati per il centro storico, rinvenuti poi la mattina dopo dai residenti sempre meno tolleranti anche per questo.



Fonte CronacheAncona.it

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