Fellini, il realista visionario: dai film alle visite a Pasqualina Popsophia indaga il mito

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Fellini, il realista visionario: dai film alle visite a Pasqualina Popsophia indaga il mito


La serata di ieri a Popsophia

 

“L’unico vero realista è il visionario”, diceva Federico Fellini. È seguendo questo stimolo che Popsophia ha imbastito l’edizione 2020 di Pesaro, traendo spunto dalla poetica del grande cineasta italiano per formulare il tema “Realismo visionario”. Nel centenario della sua nascita, il Festival del Contemporaneo dedica un’intera giornata di programmazione al regista, votata al sogno. Gli appuntamenti si condensano oggi tutti in Piazza del Popolo.

Massimo-Arcangeli

Massimo Arcangeli

Si parte alle 18, con il linguista Massimo Arcangeli che racconta la storia di un aggettivo: felliniano. “Avevo sempre sognato, da grande, di fare l’aggettivo”, aveva del resto detto Fellini, commentando il termine coniato per descrivere le sue visioni oniriche.

Alle 18,30 l’antropologa Patrizia Giancotti parla di un rapporto artistico centrale. Quello di Fellini con Meri Lao. Meri Lao è stata un’artista indipendente, eccentrica, pioniera della musica sudamericana. È legata a Federico Fellini da un’amicizia profonda: Meri Lao ha scritto per il regista “Una donna senza uomo”, ironico inno di “La città delle donne”.

Fabio-Camilletti

Fabio Camilletti

Il Fellini più misterioso viene analizzato alle 19 dallo studioso Fabio Camilletti, che porta alla conoscenza aspetti più reconditi delle credenze del regista e della sua passione per lo spiritismo. Tra gli incontri cruciali, quello con la veggente Pasqualina Pezzola, medium di Civitanova, che veniva spesso a trovare nelle Marche.

Umberto-Curi

Umberto Curi

La sera prevede invece, dalle 21,15, la magia del Philoshow, lo spettacolo filosofico musicale di Popsophia, ideato e diretto dalla direttrice artistica Lucrezia Ercoli. In apertura, una lectio pop di Umberto Curi sull’interpretazione dei sogni, da Freud a Fellini. Fellini è stato proprio il regista di un mondo onirico, in cui i sogni hanno un ruolo chiave. Fellini stesso ne traeva spunto per la poetica delle pellicole, riportandoli sotto forma di disegni nel suo diario.

Marcello-Veneziani

Marcello Veneziani

Subito dopo, è affidato a Marcello Veneziani il compito di tracciare il cuore dei ragionamenti su Federico Fellini. Il dialogo tra Veneziani ed Ercoli sarà intramezzato da spezzoni dei suoi film, da La Dolce Vita a Satyricon, che ripercorrono la storia delle immagini della carriera del cineasta, con musiche eseguite dal vivo dall’ensemble di Popsophia, la Factory. La voce recitante è dell’attrice Rebecca Liberati.

Patrizia-Giancotti

Patrizia Giancotti

La presenza a tutti gli incontri è gratuita, ma per assistere agli appuntamenti sarà obbligatoria la prenotazione online su www.popsophia.com. Chi non riuscirà ad essere presente dal vivo (i posti sono limitati a causa delle norme di distanziamento) potrà seguire la diretta online esclusiva sul sito del festival. Realismo Visionario è organizzato dall’associazione culturale Popsophia con la Regione Marche e il Comune di Pesaro, con il sostegno di Riviera Banca.

Ieri sera invece nemmeno la pioggia ha scoraggiato il pubblico della kermesse. Le nuvole che si sono addensate dopo le 18 hanno portato ad un violento cambio climatico, ma il numeroso pubblico non si è dato per vinto, e ha confermato la grande voglia di ritrovarsi in piazza del Popolo per indagare il contemporaneo. Anche al costo di starsene seduti sotto l’ombrello, nella prima rassegna Italiana dal vivo post-covid. «In questi mesi non ci siamo più incontrati – ha ammesso la direttrice artistica Lucrezia Ercoli, ringraziando i molti presenti nel temporale estivo – e abbiamo fatto di tutto per rivederci anche oggi in piazza».

Gaspari

Ilaria Gaspari

Sempre suggestiva la proposta culturale del pomeriggio. Ilaria Gaspari è tornata a Pesaro per rivelare come si sono stravolti i sentimenti nel lockdown. Raccontando di “relazioni della clausura” che si sono consumate tra il “bisogno di avvicinarsi e allontanarsi”, con storie di persone che rimangono insieme per non sentirsi sole “o di coppie esplose perché esistevano in un ruolo clandestino”.

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Giulia Caminito

Giulia Caminito si è poi interamente aperta alla platea, raccontando della sua vita da ipocondriaca. «È una malattia dell’umore, una sequela continua di esami e di richieste di esami, in un costante tentativo di scoperta – le sue toccanti parole -. Ogni volta chiamiamo qualcuno per comunicarci quello che noi da soli non riusciamo a sentire: se una parte del nostro corpo è viva».

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Simonetta Sciandivasci

Quindi Simonetta Sciandivasci ha riflettuto sui coronnial, la generazione dei millennian nell’epoca coronavirus. Generazione che si è comportata con «un’adesione sdraiata a quello che stava succedendo». Portandosi dentro le mura domestiche ciò che prima c’era fuori casa.

Si è fatta sera, e la burrasca si è placata, tanto che Piazza del Popolo si è rianimata nel rituale principe di Popsophia: lo spettacolo filosofico musicale. Prima di uno show votato a David Bowie, si è parlato di diritti con Angela Azzaro, che è partita con alcuni episodi di cronaca. «È assurdo che nel 2020 due ragazze vengano offese perché si amano, che le trans vengano stigmatizzate perché non dentro la norma imposta dalla biologia. Ecco, il determinismo biologico porta poi alle razze e al razzismo. Alla discriminazione».

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Angela Azzaro

E il culmine è arrivato con un’attenta analisi del Duca Bianco, che ha preso forma dall’inno rivoluzionario Changes, passando per Ziggy Sturdust, l’album Diamond Dogs, fino alla trilogia berlinese. Alcune delle innumerevoli fasi di un grande artista. Un itinerario possibile solo grazie al noto critico Carlo Massarini, capace di incantare con un filo tirato su aneddoti particolarissimi. Massarini è stato accompagnato sul palco dalle note della band Factory, e dalla voce recitante di Rebecca Liberati.

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Carlo Massarini

«David Bowie ha avuto un percorso veramente geniale – ha concluso Massarini -, attraversando una serie di generi musicali e maschere con dietro un carattere. Bowie faceva tutto questo perché era uno straordinario ricombinatore: aveva la capacità di prendere un pò qui, un pò là, e sorprendere tutti con cose mai sentite, grazie alla sua cultura a 360 gradi».

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Fonte CronacheAncona.it

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