Il clochard nella stazione che non può tornare a casa

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Il clochard nella stazione che non può tornare a casa

Di notte qualche viaggiatore lo ha visto dormire nell’atrio della stazione, seduto sulla sedia a rotelle, con la testa appoggiata al muro e l’ombrello aperto usato come riparo dal vento. Di giorno Matias (nome di fantasia) se ne sta nell’ala ovest di Ancona Centrale con sei buste agganciate alla sedia. Là, grazie ai distributori automatici, trova panini, tramezzini e bevande che gli servono per sostenersi: «Costano meno rispetto al bar» dice con accento teutonico. Matias non passa inosservato anche per le sue condizioni igieniche molto precarie e in mano ha il biglietto per il regionale Ancona-Piacenza. Doveva partire un paio di giorni fa, ma non ha potuto perché il regolamento ferroviario parla chiaro: è un disabile non accompagnato e le sue condizioni igieniche, soprattutto in un periodo di restrizioni Covid, non gli permettono di salire su una carrozza garantendo la sicurezza degli altri passeggeri. «Devi solo aiutarmi a trovare questo treno», dice indicando sul biglietto il codice numerico del convoglio. Una storia che, per sommi capi, ricorda il film “The Terminal” con protagonista Tom Hanks. La differenza sta nel fatto che nella pellicola Viktor Navorski avrebbe fatto di tutto per lasciare l’aeroporto di New York. Matias invece rifiuta qualunque tipo di aiuto da parte delle istituzioni e del volontariato, compresa una stanza d’albergo e una doccia. 

Di lui non si sa molto, perché di fronte ai taccuini Matias è di poche parole. A chi gli offre una bibita o un panino racconta solo di essere un violinista e che quel tipo di vita l’ha scelta lui. E’ solito frequentare le stazioni di Genova e Milano e non si sa come è riuscito qualche giorno fa ad arrivare fino ad Ancona. Intorno a lui hanno fatto squadra la Polizia ferroviaria, l’Asur, Trenitalia e i servizi sociali attraverso la Onlus “Servizio di strada”: gli sono stati offerti dei vestiti, un albergo per dormire e lavarsi, ma lui ha sempre rifiutato. E’ convinto che basterà aspettare ancora per poter salire su quel regionale Ancona-Piacenza, verosimilmente per prendere poi la coincidenza per Genova. 
 



fonte AnconaToday

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