Industria manifatturiera 2020, il Covid fa rallentare il ‘Made in Marche’ anche nell’ultimo trimestre

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«Posizioni grossolane di Confindustria, Schiavoni torni a confrontarsi»


Claudio Schiavoni

 

 

La produzione industriale manifatturiera regionale ha proseguito la sua discesa nel quarto trimestre 2020 con attività produttiva e commerciale in rallentamento rispetto a quanto rilevato nel quarto trimestre 2019. Lo raccontano i numeri del rapporto di Confidustria Marche sulla scorta dei risultati dell’Indagine Trimestrale condotta dal Centro Studi “Giuseppe Guzzini”, in collaborazione con UBI Banca – Banca del gruppo Intesa Sanpaolo. Nel trimestre ottobre-dicembre 2020 la produzione industriale ha registrato una flessione del 2,9% su base tendenziale, risultato in linea con quello rilevato a livello nazionale nel trimestre ottobre-dicembre (-1,9%). A livello settoriale, tutti i comparti inclusi nell’indagine hanno registrato variazioni negative, tranne il Legno e Mobile e la Gomma e Plastica. Stabile la Meccanica.

«Le dichiarazioni degli operatori intervistati confermano il profilo congiunturale ancora debole dell’industria regionale: resta bassa – anche se in miglioramento rispetto alla precedente rilevazione – la quota di aziende interessate da aumenti della produzione (24% contro 20% della rilevazione precedente), mentre si contrae la quota di operatori con produzione stazionaria o in calo (76% contro 80% della rilevazione del terzo trimestre 2020)» sottolinea una nota di Confindustria Marche. In calo l’attività commerciale complessiva nel quarto trimestre 2020: l’andamento delle vendite in termini reali ha registrato una flessione del 3,5% rispetto allo stesso periodo del 2019, con un andamento negativo sia sul mercato interno (-3,1%), sia sul mercato estero (-4,4%).

Sul mercato interno i principali settori hanno registrato risultati negativi tranne Meccanica, Legno e Mobile e Gomma e Plastica; sull’estero invece la flessione è concentrata sul Sistema Moda, a fronte di variazioni positive per tutti i rimanenti settori. Nella media del trimestre ottobre-dicembre 2020, i livelli occupazionali hanno registrato un sensibile calo (-1,1%), seppure con andamenti differenziati tra settori. Nello stesso periodo, a seguito delle misure straordinarie di sostegno alle imprese per far fronte agli effetti dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, le ore di cassa integrazione sono aumentate del 332% rispetto al quarto trimestre 2019, passando da 5,8 a 25,1 milioni.

«Il dato relativo al quarto trimestre 2020 – commenta il presidente di Confindustria Marche Claudio Schiavoni – riflette l’impatto negativo che la pandemia ha ancora sui principali comparti dell’economia regionale, nonostante alcuni settori abbiamo registrato un marcato miglioramento rispetto ai mesi di lock-down. Seppur con intensità molto diverse, tutti i settori hanno beneficiato della ripresa delle attività a seguito dell’eliminazione del blocco delle produzioni. Resta ancora incerto, tuttavia, il traino del mercato estero, data la diffusione della pandemia nei principali mercati di esportazione e i provvedimenti di chiusura adottati dalla gran parte dei paesi di esportazione dei prodotti regionali. Il 2021 si è aperto nel segno della speranza di una ripresa economica da parte delle imprese marchigiane, – prosegue Schiavoni – dopo un 2020 segnato negativamente dall’emergenza sanitaria. Secondo i risultati del Cruscotto Congiunturale del nostro Centro studi, nonostante le prospettive economiche globali continuino a essere dominate dall’incertezza legata all’evoluzione difficilmente prevedibile della pandemia, migliorano le aspettative delle imprese sia per quanto riguarda la produzione che le vendite sul mercato interno ed estero».



Fonte CronacheAncona.it

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