Mangime sterilizzante per i piccioni

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Mangime sterilizzante per i piccioni


 

 

 

 

Oltre alle gabbie-trappola con esca alimentare sistemate nei punti strategici di edifici pubblici e ai dissuasori a protezione di vari palazzi del centro storico, il Comune di Osimo tenta la carta del mangime sterilizzante per contenere l’aumento della popolazione dei colombi torraioli nel cuore cittadino. Il sindaco Simone Pugnaloni ha emanato un ordinanza che prevede l’applicazione di metodi ecologici per il mantenimento delle idonee condizioni igienico-sanitarie della città. «Da questa settimana, in collaborazione con Astea spa è iniziato un intervento di somministrazione di antifecondativo per i colombi presenti nel centro storico attraverso l’installazione di dispositivi che erogano mais medicato ad orari ben precisi. – viene specificato nell’ordinanza – Con la somministrazione del farmaco in modalità giornaliera nel periodo compreso tra febbraio e ottobre si intende abituare i colombi a mangiare sempre nello stesso luogo e bloccare le proprie capacità di riproduzione; il funzionamento è lo stesso della pillola anticoncezionale».

Le reti anti-piccioni sistemate sulle mura di via Cinque Torri

Tra le altre disposizioni, nell’atto è fatto divieto alla cittadinanza ad alimentare i piccioni all’interno dei centri abitati e ai proprietari di immobili o amministratori di condominio o a chiunque «che per qualsiasi titolo vanti diritti reali su immobili presenti nel territorio comunale a provvedere a proprie spese alla pulizia e disinfezione periodica dei locali, cortili e degli anfratti nei quali i piccioni abbiano nidificato e depositato guano, nonché provvedere alla pulizia e disinfezione periodica delle zone sottostanti cornicioni, balconi, pensiline, o aggetti vari di qualsiasi tipo, imbrattati da guano». L’ordinanza impone anche a provvedere «mediante apposizioni di griglie o reti, all’immediata chiusura di tutte le aperture anche di aerazione e/o di accessi attraverso i quali i piccioni possono ivi introdursi e trovare riparo o luogo per la nidificazione» e ad «impedire la sosta abituale o permanente dei piccioni su terrazzi, davanzali, cornicioni, nicchie, anche all’interno di cortili, applicando dissuasori di tipo non cruento». Per i contravventori sono previste multe che oscillano dai 25 ai 500 euro, l’applicazione di qualsiasi sanzione amministrativa pecuniaria non esaurirà comunque l’obbligo ad eseguire i lavori e le opere prescritte. L’ultimo censimento svolto dal Comune sulla popolazione dei pennuti parla di circa 3.500 piccioni che hanno preso casa in centro mentre il massimo 400 esemplari a chilometro quadrato sarebbe il dato ottimale per una convivenza urbana non problematica.

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Fonte CronacheAncona.it

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