Consulenti tecnici del tribunale, l’allarme: «Compensi irrisori e professionalità sottopagata»

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Il mondo tecnico si solleva: al di là della precarietà dovuta al Covid, in certi frangenti la professione resta particolarmente difficile da svolgere, soprattutto da parte dei più giovani. A lanciare l’allarme è il presidente dell’ordine dorico Alberto Romagnoli, il quale pone l’accento sull’applicazione del cosiddetto equo compenso. «Negli ultimi anni il governo nazionale e regionale hanno legiferato in materia di equo compenso, ricordiamo anche la recente applicazione dell’equo compenso nel SuperBonus 110%, ma ancora molto c’è da fare.

Esistono tuttavia casi in cui il compenso, appunto, è del tutto simbolico, tanto da risultare frustrante per il professionista che in alcuni casi non riesce neanche a sopravvivere con tale attività», dice Romagnoli che, cita un esempio concreto di mancata applicazione dell’equo compenso.

Nei tribunali le remunerazioni ai Consulenti Tecnici d’Ufficio (Ctu) nelle stime immobiliari, oltre ad essere calcolati sulla base di un vecchio decreto del 2000 mai più aggiornato, sono legati paradossalmente al valore di vendita dell’immobile, che sappiamo oggi essere eccezionalmente basso. Pertanto accade che se un immobile viene venduto alla metà del prezzo stimato, il tecnico viene pagato la metà della parcella prevista dal decreto di 20 anni fa: insomma letteralmente la parcella del Tecnico di fiducia del Giudice viene determinata all’asta, abbandonando qualsiasi minimo criterio di tutela del lavoratore, davvero incredibile. «Questi compensi irrisori hanno già spinto molti professionisti esperti ad abbandonare questo tipo di attività, lasciandola ai più giovani che, oggi, lamentano giustamente questo trattamento iniquo; parliamo di un “corpo tecnico” scelto sulla base della cui attività tecnico peritale viene regolata la vita civile e penale del nostro Stato.Non serve aggiungere la segnalata lungaggine dei tempi di riscossione che spingono i professionisti a dover anticipare l’iva in fattura per rispettare le scadenze fiscali, a quanto espresso sopra, per portare alla luce questa grave anomalia». Insomma, la situazione è seria, riprende Romagnoli, «la professionalità di un ingegnere, un lavoratore al pari di tutti gli altri, merita dignità e rispetto, sia in termini lavorativi che dal punto di vista economico. Troppe volte l’impegno, la dedizione e la stessa conoscenza finiscono per essere sottopagati. In nessun ambito dell’attività lavorativa pubblica accade che il compenso di un lavoratore sia legato all’andamento del mercato degli immobili.

Sono convinto che quanto portato alla luce non può lasciare silenti la politica ed il mondo sindacale. La questione è stata sottoposto al nostro Consiglio Nazionale Ingegneri, ma stiamo studiando forme civili di protesta per manifestare la gravità di quanto sta accadendo».



fonte AnconaToday

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