Quelle serate tra amici dove ha ballato il virus. Ora Sassoferrato trema. Ecco cosa è successo sabato nel paese con i contagi alle stelle

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Quelle serate tra amici dove ha ballato il virus. Ora Sassoferrato trema. Ecco cosa è successo sabato nel paese con i contagi alle stelle


SASSOFERRATO Con 146 positivi e 402 in quarantena su 7.177 abitanti, Sassoferrato è diventato uno dei Comuni osservati speciali della provincia di Ancona. Il tasso è di 2,09 positivi per 100 abitanti con il 5,77% di residenti in isolamento fiduciario. Il sindaco Maurizio Greci già da diversi giorni è corso ai ripari. L’8 febbraio ha chiuso tutte le scuole e l’indomani ha messo le transenne anche a parchi e giardini. Misure però che non hanno mitigato il contagio. La crescita è stata così rapida che si pensa sia causata alla variante inglese. 

 

 

 
Il modus operandi
Lo schema del virus a Sassoferrato è sempre lo stesso: prima i bambini, poi i genitori e i fratelli, quindi nonni e zii. Numeri che, si spera, andranno decrescendo. Tra elementari e medie, lunedì dovrebbero uscire dalla statistica dell’isolamento fiduciario gli alunni di ben nove classi e pure quelli di una classe materna. Ma seppure sulla carta l’incremento del contagio sembra essere maggiormente riconducibile alle scuole, la comunità sentinate è ben consapevole che spetta ai grandi fare mea culpa. 

Le altre cause
Soprattutto chi, a metà gennaio, ha voluto festeggiare l’ultimo giorno di zona gialla: il sabato 16 gennaio, cioè 24 ore prima dell’ingresso delle Marche in fascia arancione. «Bar e ristoranti sono stati ligi al dovere» interviene Luca Sbicca della “Taverna di Bartolo” in castello. Entra nel merito perché, purtroppo, voci nel paese davano il suo ristorante come l’inizio del primo focolaio del 2021. «Una cosa assurda. Ancora ho nitido lo schema dei tavoli di quel pranzo: due da due commensali e due da quattro ben distanziati. Poi, la sera, tre dei 12 partecipanti sono andati ad una festa privata ed è lì che si sono tutti ammalati. Come lo hanno dimostrato i tamponi negativi degli altri nove e pure il mio e quello di mia moglie». Sicurezza e tutela della salute sono le prime parole di chi ha un’attività in borgo. «Sul corso girano continuamente i vigili – spiega Adria Chiacchiarini della pasticceria “Mimosa” – impossibile non essere attenti. Anche perché dai nostri comportamenti dipendono i nostri conti economici». Lo garantisce pure Teresa Andreini de “La bottega di Memory’s”: «Vogliamo tutti lavorare e per farlo dobbiamo rispettare le misure anti covid. Abbiamo sempre il metro alla mano e vigiliamo sul numero di persone che escono ed entrano. Il contagio parte da altrove». Altrove sono le case private, le cosiddette “affollate cene in villa”. Gruppi di amici – e non si tratta di giovanissimi – che, siccome si frequentano di continuo, pensano di essere del tutto al riparo del Covid 19. Con loro all’indice sono finiti pure parenti e genitori considerati complici. Ma nel mirino è finita anche quella pratica diffusa di non voler vedere chi faceva provviste per organizzare party.

La protesta
«Io, però, non mi sento in colpa – protesta Emma A. – anche se tutti mi guardavano storto, l’ho detto a voce alta in un supermercato che sul nastro della cassa c’era troppo birra, vino e patatine». Anche il dottor Ferdinando Fioranelli, medico di base, conferma che è stato quell’allentamento delle misure tra persone ad aver fatto scattare l’incremento dei contagi. «Più della riapertura delle scuole – aggiunge-. Di fatto, l’incidenza sui bambini ci fa pensare alla presenza della variante inglese, ma ancora dati ne abbiamo troppo pochi. Comunque, di tutti i contagiati, pochi sono i malati che abbiamo dovuto ricoverare e nessuno è andato nel reparto di terapia intensiva». 

Terra di confine
A rendere Sassoferrato un sorvegliato ancora più speciale è il fatto di essere terra di confine: tocca le umbre Costacciaro e Scheggia-Pascelupo, con cui condivide addirittura una frazione, ed è a contatto le pesaresi Pergola e Serra Sant’Abbondio. «Domani – conferma il sindaco – ci sarà uno screening di massa su alunni, docenti e il personale delle scuole per avere la fotografia reale della situazione. Per altri provvedimenti, vedremo cosa suggerisce la Regione». 



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fonte Corriere Adriatico

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