Allarme Varianti, Clementi rassicura: «Falso problema posto in modo eccessivamente isterico»

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Coronavirus, Clementi (San Raffaele): «Possibilità di uscire dalla crisi prima dell’estate c’è»


ANCONA – «Premesso che vanno prese tutte le misure necessarie per bloccare il diffondersi dell’infezione regione per regione come stiamo facendo, quello delle varianti è un falso problema posto oggi in modo eccessivamente isterico, a meno che non si dimostri che gli anticorpi indotti dai vaccini non siano più in grado di bloccarle, cosa che fino ad oggi non è avvenuta». Lo afferma il professor Massimo Clementi direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano.

Con le mutazioni del virus covid-19 finite al centro dell’attenzione mediatica, in un tam tam che sta suscitando apprensione, il virologo spiega che «se si cercano le varianti, è certo che se ne troveranno», ma l’importante non è solo rilevarne la sequenza nei laboratori, bensì «stabilire se sono più patogene, non soltanto più diffusive, o se sfuggono agli anticorpi sviluppati con la vaccinazione».

«Il problema delle varianti non è nuovo», spiega e a tal proposito ricorda che «l’Italia nel gennaio-febbraio 2020 è stata infettata da una variante del virus proveniente dalla Cina. Poi successivamente si è visto che il virus continuava a mutare, altrimenti non avrebbe potuto riuscire a cambiare ospite passando dal pipistrello al mammifero. È normale che il SARS CoV-2 dia origine alle varianti. È molto importante che i laboratori seguano questa evoluzione».

Il virologo spiega che queste mutazioni possono durare da pochi giorni, se non danno alcun vantaggio, fino a soppiantare le altre presenti, se riescono a consentirgli di replicare meglio. «Fortunatamente – rassicura – queste varianti sono inattivate dagli anticorpi sviluppati con le vaccinazioni: c’è solo un punto interrogativo sull’efficacia dell’AstraZeneca per la sudafricana, ma questa circola pochissimo in Italia, mentre il vaccino è in grado di bloccare l’inglese e la brasiliana».

Inoltre afferma che «tutti i produttori di vaccini più moderni ci hanno assicurato che, soprattutto quelli a mRna, possono essere aggiornati in poche settimane anche per le nuove varianti, lo si fa anche con il vaccino antinfluenzale che ogni anno cambia».

La sfida ora è quella di «andare veloci con le vaccinazioni» e il “caso” Israele fa scuola in tal senso: il Paese è invaso dalla variante inglese, ma ha vaccinato oltre l’80% della popolazione over 50 e per questo hanno avuto una riduzione dei ricoveri del 94%. Un grande risultato, visto che la popolazione sopra i 50 anni è infatti quella che ha il grosso della patologia: il nostro obiettivo deve essere quello di riuscire a vaccinare questa fascia di età per vincere finalmente questa battaglia».





fonte Centropagina

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