«Ho votato no a Draghi, ora Crimi vuole espellermi dal M5S»

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«Ho votato no a Draghi, ora Crimi vuole espellermi dal M5S»


L’osimano Paolo Giuliodori è il più giovane deputato marchigiano ma è anche l’unico rappresentante del M5S ad aver votato no al Governo Draghi. Per lui, inoccupato e completamente impegnato in politica dopo aver concluso il dottorato in Informatica all’Università di Camerino, scatterà l’espulsione dal Movimento come per altri 16 onorevoli e altrettanti senatori grillini


Onorevole Giuliodori, le hanno già notificato l’espulsione? 
«No, ho solo letto un post di Vito Crimi che la annuncia».

 

Quindi niente corrente di minoranza ammessa dentro al M5S?
«Non credo, hanno una posizione molto rigida al riguardo. Ma io ero scettico anche sul quesito posto sulla piattaforma Rousseau per l’appoggio a Draghi. Non c’è stato un confronto interno: è stata una scelta presa da pochi».

Cosa dice ai colleghi marchigiani che invece hanno votato sì a Draghi? 
«So che anche per loro è stata una scelta sofferta, io l’ho maturata dopo giorni difficili. Ma non potevo fare altrimenti».

Perché? 
«Me lo impone la mia coscienza, non mi piace il cambio di rotta del Movimento. Non posso avallare la scelta di un governo che rappresenta tutto quello che negli anni abbiamo combattuto. Doveva essere il governo dei migliori e invece ci troviamo un’ammucchiata che di alto profilo ha ben poco. Sono sempre le solite facce della vecchia politica. E la cosa che mi ferisce di più è che adesso lì in mezzo ci siamo anche noi».

Mario Draghi come garante di questa strana maggioranza non la convince? 
«Mi viene difficile dimenticare quando, da direttore generale del Tesoro, Draghi avallò la svendita del patrimonio industriale italiano, o quando da presidente della Bce negò l’aiuto al popolo greco, o la questione dei derivati di Stato. Ha parlato di nuova ricostruzione ma nelle sue parole alla Camera c’è la consacrazione del neoliberismo, dell’Europa a tutti i costi, del primato della finanza sulla vita delle persone».

Lei potrà essere in futuro il punto di riferimento per i militanti marchigiani del M5s che non si rivedono in questo Governo? 
«C’è un malcontento diffuso a tutti i livelli nel M5s, anche nelle Marche. Posso rappresentare quanti non si rivedono in questa ammucchiata, ma è prematuro, sono giorni convulsi, neanche ho ricevuto l’ordine di espulsione, che valuteremo se impugnare».

E adesso? Passerà in un nuovo movimento guidato da Di Battista, utilizzando magari il simbolo di Italia dei Valori? 
«Domani (oggi per chi legge, ndr) ci sarà una diretta streaming di Di Battista, vedremo cosa succederà, di certo mi batterò per i valori per i quali avevo aderito al M5s».

Non era più facile restare in maggioranza per garantire il rispetto di quei valori?
«La cosa assurda è che siamo il partito più grande in Parlamento, ma in una maggioranza di questo tipo conteremo poco e nulla. Il punto è che se continuiamo così, ci penseranno gli altri il prossimo giro, alle politiche 2023, quando il Movimento sarà sparito».

Dall’opposizione per cosa si batterà?
«Per limitare l’ingerenza dell’Europa sulla nostra sovranità, per evitare altra austerità». 

E per le Marche su quali priorità si concentrerà?
«Sulla tutela delle Pmi, su nuovo sviluppo nelle aree del cratere sismico e sulle infrastrutture, sulle quali serve un ragionamento ampio, chiarire che tipo di mobilità vogliamo, non basta dire che passiamo all’elettrico».

 

Ultimo aggiornamento: 21:29


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fonte Corriere Adriatico

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