Zona arancione, la sindaca di Ancona: «Le nuove misure necessarie. No alla chiusura generalizzata delle scuole»

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Zona arancione, la sindaca di Ancona: «Le nuove misure necessarie. No alla chiusura generalizzata delle scuole»


ANCONA – «Le nuove misure contenute nell’ordinanza del presidente della Regione Acquaroli sono assolutamente necessarie, dato che l’incidenza settimanale del covid nella provincia di Ancona è più alta rispetto alle altre province». Così Valeria Mancinelli, sindaco di Ancona e presidente Anci Marche, ha commentato oggi in consiglio comunale la nuova ordinanza della Regione Marche, valida da questa notte (00.00 del 23 febbraio) fino alle ore 24 di sabato 27 febbraio, che mette nella cosiddetta zona “arancione” 20 Comuni della provincia (Ancona, Camerata Picena, Castelfidardo, Castelplanio, Chiaravalle, Cupramontana, Falconara Marittima, Filottrano, Jesi, Loreto, Maiolati Spontini, Monte San Vito, Osimo, Ostra, Polverigi, Sassoferrato, Senigallia, Serra De’ Conti, Sirolo, Staffolo), quelli cioè dove si registra il maggiore tasso di contagiati.

Una decisione, quella del presidente Acquaroli, concordata ieri sera nel corso della videoconferenza tenutasi con la Mancinelli e i primi cittadini dei comuni dell’anconetano più colpiti dalla pandemia. Per quanto riguarda le scuole, dopo una riunione che si è svolta questa mattina tra il sindaco Mancinelli e alcuni suoi collaboratori, il primo cittadino ha chiarito che «nessuno di noi pensa a una chiusura generalizzata delle scuole».

Al termine delle interrogazioni, la sindaca di Ancona ha comunicato al consiglio comunale i dati che hanno fatto scattare la zona arancione: «È stato considerato il parametro di incidenza del covid, che è il metro di misura con il quale vengono valutate la presenza e la velocità di propagazione del virus. Sono stati inseriti in zona arancione i Comuni che hanno registrato un’incidenza settimanale superiore alla soglia di 250 casi covid e tutti quelli che, pur essendo lievemente sotto questa soglia, hanno però una tendenza in crescita. Nell’ultima settimana, questa è stata l’incidenza a livello provinciale: 304 per la provincia di Ancona, 81 per la provincia di Ascoli Piceno, 100 per la provincia di Fermo, 150 per la provincia di Macerata, 128 per la provincia di Pesaro. Quindi l’incidenza nella provincia di Ancona è doppia rispetto a Macerata, è quasi tripla rispetto a Pesaro, è tripla rispetto a Fermo e addirittura quadrupla rispetto ad Ascoli».

Questi invece i dati riferiti ad alcuni Comuni, comunicati dalla sindaca: «Comune di Ancona 268, alto ma sotto la media provinciale, Senigallia 298, Jesi 404, Castelfidardo 460, Sassoferrato 775, Osimo 380, Chiaravalle 355, Monte San Vito 336, Camerata Picena 549, Filottrano 842. Considerata la situazione, tutti i sindaci presenti ieri sera alla riunione erano concordi sul fatto che nuove misure fossero assolutamente necessarie. Ovviamente la situazione deve essere ulteriormente monitorata, per capire se altre specifiche misure debbano essere adottate».

Per quanto riguarda le scuole, la sindaca ha chiarito che, per i 20 comuni della provincia di Ancona inseriti in zona arancione, «si applica la disciplina del Dpcm a livello nazionale che prevede la dad per le scuole medie superiori e la didattica in presenza per le scuole medie inferiori, le elementari e le materne. Non è quindi prevista la chiusura generalizzata delle scuole. Chiaramente laddove verranno riscontrati focolai, verranno adottate la quarantena di singole classi o, in qualche caso, la chiusura dell’intero plesso scolastico, sempre secondo le indicazioni e le prescrizioni del’Asur».

«Ad Ancona le criticità sono presenti in tre scuole – ha spiegato la Mancinelli – e oggi sono rimaste chiuse in via precauzionale le scuole di Sappanico, Montesicuro e il complesso di via del Conero. In base alle indicazioni dell’Asur, la scuola di Sappanico resterà chiusa fino al 5 marzo, mentre per le altre due scuole è stata decisa la quarantena di singole classi, non la chiusura totale. Nessuno di noi pensa ad una chiusura generalizzata delle scuole, a meno che non ce ne sarà strettamente bisogno dal punto di vista sanitario, ma questo potrà dircelo solo l’Asur».

Per quanto riguarda le strutture ospedaliere, «ieri le terapie intensive di Torrette, Jesi e Senigallia erano già al limite, avevano superato la soglia di criticità in termini di tasso di occupazione, così come erano oltre la soglia di criticità i reparti covid. Anche per questo servivano ulteriori misure. Il Comune di Ancona continuerà a lavorare per evitare il fai da te. I singoli Comuni non possono gestire da soli le situazioni di criticità. Deve esserci una regia coordinata e le misure devono essere disposte a livello sovracomunale».





fonte Centropagina

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