Comune sfida Regione, ma con Sanna è caso politico

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Comune sfida Regione, ma con Sanna è caso politico


Con 23 voti a favore, il Consiglio Comunale di Ancona ha approvato l’ordine del giorno sulla “piena applicazione delle linee guida del ministero della salute e mantenimento del protocollo per l’interruzione volontaria di gravidanza nella regione marche. Il testo è stato firmato dalla quasi totalità dei consiglieri comunali del centrosinistra e dal Movimento 5 Stelle. L’ok è arrivato dai 22 proponenti oltre al sindaco, eccetto il presidente del Consiglio Comunale Tommaso Sanna (Azione) e il consigliere Massimo Fazzini (Ancora x Ancona). Sanna, in particolare, ha manifestato apertamente davanti al Consiglio la propria contrarietà all’interruzione di gravidanza in ogni sua forma. Una presa di posizione «A titolo personale» ha poi spiegato, ma che ha creato un caso politico in seno ad “Azione” e a una spaccatura nella maggioranza del governo cittadino. 

«L’Ordine del giorno approvato ieri si è reso necessario dopo che nelle scorse settimane esponenti della destra marchigiana, attualmente al governo della Regione, avevano manifestato appunto l’intenzione di non applicare le linee guida del Ministero contenute nella Circolare del Ministero dell’agosto scorso aggravando tali propositi con parole incresciose con linguaggio e con discorsi di fascista memoria legati a fantomatiche teorie sulla sostituzione etnica del popolo italiano- si legge nella nota di Rubini e Quacquarini- che hanno solo lo scopo di minare le conquiste sociali delle donne alludendo a possibili per provvedimenti retrogradi e dannosi». 

Cosa dice il Ministero della Salute

«Regolamentano di fatto l’interruzione volontaria di gravidanza con il metodo farmacologico annullando l’obbligo di ricovero dall’assunzione della pillola Ru486 fino alla fine del percorso assistenziale e allungano il periodo in cui si può ricorrere al farmaco fino alla nona settimana di gravidanza» spiegano i consiglieri in una nota. Le nuove linee guida accolgono il parere del Consiglio Superiore di Sanità pubblicato lo scorso 4 agosto, e raccomandano anche “di effettuare il monitoraggio continuo ed approfondito delle procedure di interruzione volontaria di gravidanza con l’utilizzo di farmaci, avendo riguardo, in particolare, agli effetti collaterali conseguenti all’estensione del periodo in cui è consentito il trattamento in questione”.

L’applicazione ad Ancona

L’approvazione dell’ordine del giorno impegna sindaco e giunta a: 

  •  Inoltrare una formale protesta al Presidente della Regione Marche richiedendo la piena attuazione delle linee guida del Ministero della Salute;
  • Chiedere al Presidente della Giunta, al Direttore Generale dell’Asur Marche e al Direttore dell’AV2 che venga attuato un piano di investimenti per il potenziamento dei Consultori pubblici, in modo da dotarli di adeguate risorse strumentali e umane al fine di renderne più facilmente accessibili i servizi; con conseguente recupero e rilancio di tali strutture sanitarie quali fondamentali punti di riferimento per la salute delle donne, affinché sia sostenuta la libertà di scelta di queste ultime in materia di procreazione responsabile e valutazione consapevole;
  • Manifestare alla Regione Marche la contrarietà all’ingresso delle associazioni private nei consultori pubblici.

«Questo per contrastare il tentativo di certi personaggi di tornare indietro di 50 anni nei diritti delle donne e negarli con le loro idee retrograde- conclude la nota- i diritti delle donne sono frutto di lotte e conquiste fatte in tanti anni e sancite dalla legge 194, confortata dal Referendum popolare confermativo.

Indietro non si torna». 

 



fonte AnconaToday

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