Covid, Anna Caliendo racconta la sua battaglia e ringrazia i medici dell’ospedale di Ancona

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Covid, Anna Caliendo racconta la sua battaglia e ringrazia i medici dell’ospedale di Ancona


Medici e infermieri in prima linea contro il Covid

ANCONA – Il Covid ha raccontato tante storie in questo anno intenso. Un anno che, ancora oggi, porta con sé le scorie di una lotta durissima contro la pandemia che ha bisogno ancora di tempo per concludersi nel modo più lieto. Tra le testimonianze più toccanti va menzionata senza dubbio quella di Anna Caliendo, segretaria del Comitato Regionale della Federazione Italiana Rugby, ricoverata nella struttura ospedaliera di Torrette e vittoriosa nella sua dura battaglia contro il Coronavirus: «Sono stata ricoverata il 4 gennaio nel letto 7 del reparto Malattie Infettive di Torrette e non ho mai avuto modo di ringraziare gli angeli custodi che hanno vegliato su di me, nella fattispecie i medici e gli infermieri di tutto il reparto – racconta -. Quello che più mi ha colpito di quei giorni, e non sono stati giorni facili, è stata la loro disponibilità. Incuranti del camice, del sovraccarico di lavoro, della pressione a cui sono stati sottoposti giorno e notte non hanno mai disdegnato un sorriso, un saluto, una parola di conforto. Una compagnia. Degli angeli, nel vero senso della parola».

Anna Caliendo, segretaria del CR FIR Marche

Piccoli aspetti, importante e non trascurabili: «Per vincere una battaglia c’è bisogno di tutto, anche dei gesti più semplici – continua Caliendo -. Medici e infermieri non hanno mai fatto trapelare nulla, né un cedimento né una stanchezza. E alla fine si è rivelato fondamentale questo loro atteggiamento sempre positivo e propositivo. Mai ostili, mai scortesi, mai nervosi. Non esistono reparti tranquilli, non esistono giorni più o meno facili. Esiste solo il Covid e tanta paura davanti».

Caliendo conclude: «Secondo me il lavoro dei medici di Malattie Infettive può essere sintetizzato con tre parole: passione, amore e competenza. Sono le stesse tre parole con cui dobbiamo combattere la nostra battaglia fino alla fine. Io sono stata fortunata e lo sto raccontando. Mi unisco a chi ha pianto e abbraccio chi sta lottando».





fonte Centropagina

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