Il primo truffato a Senigallia: la Polizia blocca una rete nazionale di false polizze auto. 250 gli indagati

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Il primo truffato a Senigallia: la Polizia blocca una rete nazionale di false polizze auto. 250 gli indagati


ANCONA – Quattro persone sono finite in manette e 250 sono indagate per un giro di truffe online legato a polizze di assicurazione auto false. A sventare il sodalizio criminale attivo su tutto il territorio nazionale sono stati gli agenti del Compartimento di Polizia Stradale delle Marche che nella giornata di ieri (24 febbraio) hanno eseguito 4 ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Gip del Tribunale di Napoli, nei confronti di tre donne e un uomo, tutti del napoletano sulla cinquantina di età, due dei quali sono stati posti agli arresti domiciliari e altri due sono finiti in carcere, uno a Napoli e un’altra a Roma. L’accusa per tutti è quella di associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Una trentina i truffati nelle Marche.

L’operazione era partita più di un anno fa nelle Marche, durante una attività di controllo del territorio a Senigallia. Qui gli agenti della Polizia Stradale avevano individuato il primo truffato, fermando un veicolo che dagli accertamenti è poi risultato essere sprovvisto di copertura assicurativa. Dalla querela dell’ignaro automobilista marchigiano, convinto di aver sottoscritto una regolare polizza auto, è partita l’operazione Valdez, così chiamata dalla Polizia Stradale a testimoniare la diffusione a macchia d’olio della truffa, facendo riferimento alla petroliera Valdez che scaricò greggio negli oceani dell’Alaska.

Gli agenti della Polstrada, che hanno collaborato con le procure di Napoli e Chieti, dopo una indagine di intelligence certosina fatta anche di appostamenti e pedinamenti, hanno scoperto che l’organizzazione criminosa aveva creato pagine di siti internet “farlocche” dove gli ignari automobilisti erano convinti di sottoscrivere regolari polizze auto assicurative delle maggiori compagnie assicurative o di broker assicurativi realmente esistenti, che poi provvedevano a pubblicizzare sui motori di ricerca pagando profumatamente per un buon posizionamento, così da essere in testa e subito individuabili. Inoltre si erano inseriti sui più diffusi portali del settore di assicurazioni auto online.

La truffa, che ha portato ad oggi ad individuare 1095 truffe e 1142 persone raggirate, si articolava alterando l’indirizzo web delle pagine, così che gli automobilisti erano convinti di essere finiti realmente sul portale delle compagnie di assicurazione, inoltre avevano creato un sito ad hoc, ora oscurato, così come le altre pagine, dove i sottoscrittori dei contratti potevano verificare la copertura assicurativa del loro mezzo.

Le polizze sequestrate

Sul sito gli automobilisti potevano ottenere un preventivo inserendo una serie di dati, tra i quali il numero telefonico: questo consentiva alla banda di contattare il malcapitato per offrire una tariffa vantaggiosa. Una volta ricevuta la somma, i malviventi inviavano su whatsApp e mail, l’immagine del contratto e l’indirizzo del finto sito internet dove verificare la copertura assicurativa.

In realtà però la pagina del sito farlocco veniva aggiornata costantemente con le targhe dei malcapitati automobilisti, che una volta accertata la copertura, in realtà fasulla, erano “tranquilli” che il loro mezzo era veramente coperto da assicurazione. Un meccanismo che si articolava con messaggi su WhatsApp tramite i quali le persone venivano invitate a sottoscrivere il contratto, che poi pagavano versando la somma su carte Poste Pay. I poliziotti della Polstrada di Ancona hanno rintracciato finora 346 carte Poste Pay intestate a 249 prestanome facenti capo ai 4 soggetti finiti in manette.

Un giro redditizio che ha consentito alla banda di incamerare circa 3milioni di euro, al ritmo di quasi 100mila euro al mese, anche se l’indagine è tutt’ora aperta e con tutta probabilità potrebbero emergere nuovi truffati. Ad attrarre gli automobilisti era infatti un prezzo più basso rispetto a quello applicato da altri portali. Tra i truffati figurano anche persone che hanno appreso dell’accaduto dopo un incidente stradale.





fonte Centropagina

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