L’Anconetano sfonda quota 20mila positivi Covid. In un solo giorno 72 nuovi sintomatici nelle Marche

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L'Anconetano sfonda quota 20mila positivi Covid. In un solo giorno 72 nuovi sintomatici nelle Marche


ANCONA – Sarà anche come dice il ministro della Salute, Roberto Speranza che vede «finalmente la luce in fondo al tunnel». Sarà. Ma le Marche fanno i conti con la nuova impennata di contagi e gli ospedali tornano ai giorni peggiori.

Speranza annuncia in Senato che il governo, sulla base dei dati scientifici, non può allentare le misure di contenimento del virus, ma incoraggia i cittadini a resistere, perché l’Italia nella lotta al Covid è arrivata all’«ultimo miglio per vincere la battaglia».


 

  

Le Marche alla prova dei fatti

Le Marche restano scettiche alla luce dei fatti e della marea che sta risalendo. Dopo Jesi tocca a Cingoli: il sindaco Michele Vittori, ha disposto la sospensione delle attività didattiche in presenza, per le scuole di ogni ordine e grado, da oggi fino al 6 marzo. «Sono perfettamente consapevole dei disagi che tale decisione comporta per i ragazzi e per le rispettive famiglie ma a distanza di un anno ormai dovremmo aver tutti chiaro il concetto della prevenzione», fa sapere il sindaco su Facebook. Putroppo come temuto, l’effetto variante inglese si sta allargando. 

Quasi 6000 tamponi 

Per quanto le Marche stiano viaggiando a quasi 6000 tamponi al giorno (5953), il ritmo dei nuovi positivi è tornato a marciare a ritmi molto alti: ieri oltre 600 positivi al coronavirus: 616 per l’esattezza, tra i quali 266 in provincia di Ancona, quelli rilevati tra le nuove diagnosi. 
Senza i test antigenici
Per avere un’idea corretta dal blocco andranno tolti i test antigenici rapidi (91 positivi su 1047 test). Il dato proprio sull’incidenza dei nuovi positivi è di 525 casi su 2429 tamponi processati: ovvero il 21%. Dei 616 contagi, oltre a quelli dell’Anconetano (266), 116 sono stati localizzati in provincia di Pesaro Urbino, 96 nel Maceratese, 90 in provincia di Ascoli Piceno, 26 nel Fermano, 22 da fuori regione. 

L’altra cattiva notizia

L’altro dato non buono sono i 72 soggetti sintomatici. Ci sono contatti in setting domestico (125), contatti stretti di casi positivi (241), in setting lavorativo (11), in ambienti di vita/socialità (2), in setting assistenziale (4), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (31), screening percorso sanitario (2) e un caso da fuori regione. Per altri 127 casi sono ancora in corso le indagini epidemiologiche. L’altra notizia non buona riguarda l’aumento dei ricoveri: +6 che porta a 639 il totale dei degenti. In questa quota cresce il numero dei pazienti in terapia intensiva (84, +6) e nei reparti non intensivi (395, +3) mentre nella sub intensiva ricoveri in calo (160, -3). I dimessi nell’ultima giornata sono 51. Gli assistiti nei pronto soccorso calano da 55 a 45 (-10) e gli ospiti di strutture territoriali sono 187 (-5). Intanto continua a salire il numero di positivi in isolamento territoriale (8.724, +233) e in modo ancora maggiore le quarantene per contatto con contagiati (16.869, +498; 5.292 con sintomi, 380 operatori sanitari). I guariti sono invece 53.481 (+372). Insomma, stiamo tornando ai numeri di capienza massimale che i reparti sanitari hanno fatto registrare nei momenti di maggiore pressione. 

L’elenco delle vittime

Tante anche le vittime: dieci, di cui sei provenienti dalla Provincia di Ancona, in correlazione alla pandemia Covid-19 nelle Marche nelle ultime 24 ore. Si tratta di cinque donne e cinque uomini tra i 70 e i 92 anni, tutti con patologie pregresse. il bilancio regionale delle vittime sale a 2.219. Il maggior numero di decessi si è registrato nell’Anconetano (6): un 80enne di Jesi, un 87enne di Camerano, una 90enne di Monte San Vito, un 90enne di Fabriano, due donne di 91 anni di Falconara. Le altre persone decedute sono una 70enne di Tolentino (Macerata), un 87enne di Fano (Pesaro Urbino), un 92enne di Grottammare (Ascoli Piceno) e una 77enne di Grazzanise (Caserta). 

 

Ultimo aggiornamento: 09:07


© RIPRODUZIONE RISERVATA





fonte Corriere Adriatico

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