Marche, partenza “al rallenty” per la vaccinazione del personale scolastico. Trecento il primo giorno

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Marche, è intesa con medici di famiglia per i vaccini. Ispi: «Italia tra gli ultimi in Ue per somministrazioni over 80»


ANCONA – Partenza al “rallenty” questa mattina – 1 marzo – nelle Marche per le vaccinazioni contro il covid-19 del personale scolastico (docente e ata). I punti scelti dalla Regione sono gli stessi dove stanno avvenendo le somministrazioni agli over 80, ovvero 15 punti, ma il vaccino che ricevono docenti e personale ata è diverso da quello somministrato agli ultraottantenni.

Agli anziani viene iniettato lo Pfizer Biontech, mentre al personale scolastico AstraZeneca, somministrato fino ai 64 anni di età. Oltre 20mila persone tra docenti e personale Ata si sono già prenotate: i primi si sono recati nei punti vaccinali già dalle prime ore di questa mattina (1 marzo).

Il personale scolastico «ha uno slot riservato» spiega il direttore dell’Area Vasta due Giovanni Guidi, «avevamo già considerato l’aumento del numero dei vaccinati nei punti allestiti». Intanto procede di pari passo anche la campagna vaccinale degli over 80 e Guidi a tal proposito afferma che «tutto sta procedendo regolarmente, e ad Ancona, dove c’è il maggior numero di persone da vaccinare, abbiamo anche la collaborazione della Protezione Civile, del personale del volontariato e degli specializzandi».

Nel punto vaccinale di Ancona sono solo una decina i docenti e il personale ata che nella giornata di oggi riceverà l’iniezione del vaccino AstraZeneca sui 70 prenotati: per un problema di sovrapposizione di agende con gli over 80 la partenza è un pò a rilento, ma già dai prossimi giorni è atteso un numero maggiore di vaccinati, assicura la dottoressa Daniela Cimini. In tutta la regione all’apertura della campagna, questa mattina, erano già una cinquantina i vaccinati su 300 che oggi riceveranno la prima dose.

Ad oggi nelle Marche hanno ricevuto la dose di Pfizer 22.166 over 80 e 7.578 ospiti delle strutture residenziali (con Moderna). I sanitari vaccinati sono 52.647 anche questi con Pfizer, mentre gli altri 18.373 vaccinati fanno parte delle schiere del personale non sanitario che lavora nella sanità privata e pubblica. Delle 138.620 di dosi giunte nelle Marche, ne sono state somministrate 100.848 (il 72,8%).

Stando ai dati forniti da Paolo Spada, chirurgo vascolare dell’Humanitas Research Hospital di Milano, che da alcuni mesi redige aggiornamenti quotidiani sui dati nazionali nella sua pagina Facebook chiamata “Pillole di Ottimismo” nelle Marche a ricevere la prima dose di vaccino al 28 febbraio è il 4.54% della popolazione (69.238 su 1.525.271 abitanti), mentre la seconda dose è stata iniettata all’1.96% dei marchigiani (29.925 su 1.525.271 abitanti). In Italia la prima dose è andata al 4.74% della popolazione, mentre la seconda dose al 2.31% degli italiani. Il consigliere del Pd Antonio Mastrovincenzo chiede di accelerare sulla campagna vaccinale facendo notare che le Marche sono sestultime in Italia per la somministrazione della seconda dose.

Intanto è iniziata anche la raccolta dei nominativi per dare avvio alla vaccinazione del personale appartenente alle forze dell’ordine, di polizia locale e dei vigili del fuoco, che avrebbe dovuto partire il 2 marzo, ma con le poche dosi arrivate ci sarà uno slittamento, la cui data non è stata ancora resa nota. Le forze armate procedono invece con il proprio personale e hanno già vaccinato 34 persone. Alta l’adesione tra le fiamme rosse, così come nella Polizia Locale che nelle Marche conta oltre 2mila vigili urbani e una novantina di agenti della Polizia Provinciale.

Nei quattro Atenei della regione (Ancona, Macerata, Camerino e Urbino) saranno vaccinati in maniera autonoma, ricorrendo al personale interno, docenti, personale non docente, assegnisti di ricerca e dottorandi. Le somministrazioni alla Politecnica di Ancona verranno eseguite alla Facoltà di Medicina.

LA SITUAZIONE IN ITALIA

Intanto il nuovo Governo Draghi sta elaborando una nuova strategia sui vaccini che possa portare ad un incremento delle somministrazioni così da arrivare tra 300mila e 500mila somministrazioni al giorno nel mese di aprile: l’obiettivo è quello di vaccinare 19milioni di persone al mese, grazie anche all’impiego del personale della Protezione civile. Anche se ad oggi è una corsa ad ostacoli con le dosi che arrivano con il contagocce.

Ma nel paniere dei vaccino a disposizione si aggiungerà presto anche il Johnson & Johnson, il cui arrivo in Italia delle prime dosi è previsto ad aprile dopo l’ok dell’Ema, agenzia europea per il farmaco. Si tratta di un vaccino che prevede una unica somministrazione ed una efficacia del 72%. Intanto per AstraZeneca si valuta l’uso della dose unica, che è già una realtà per le persone che hanno già contratto il virus.

Dibattito aperto a livello europeo sul vaccino russo Sputnik, con l’Ungheria che ha già acquistato le dosi, la Repubblica di San Marino che sta già procedendo alla somministrazione di questi flaconi e l’Austria che ha preso contatti. In Italia l’Istituto di Ricerca Spallanzani ha già un parere favorevole spiegando che il vaccino russo ha una efficacia del 90% sulla malattia sintomatica e del 100% su quella grave.





fonte Centropagina

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