Compra marijuana light, ma è invece è droga a tutti gli effetti: 30enne nei guai a Fabriano

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Compra marijuana light, ma è invece è droga a tutti gli effetti: 30enne nei guai a Fabriano


Pattuglia dei Carabinieri di Fabriano

FABRIANO – Dichiara di aver acquistato marijuana light su internet e invece si scopre, da esami di laboratorio, che non era affatto depotenziata. 30enne di Fabriano segnalato quale assuntore di sostanze stupefacenti da parte dei carabinieri della compagnia cittadina, agli ordini del capitano Mirco Marcucci. L’attività investigativa prosegue per capire se la storia raccontata dal 30enne è vera o se la droga è stata acquistata da un pusher operante nella piazza cittadina.

Un 30enne, che risiede nella periferia di Fabriano, ha pensato bene di uscire per fare una passeggiata e per fumarsi una canna. Per sua sfortuna, una pattuglia dei carabinieri della compagnia cittadina era impegnata in un normale controllo del territorio testo a prevenire qualsiasi tipologia di reato, ma soprattutto il pieno rispetto delle norme in vigore per contrare il diffondersi della pandemia da Coronavirus. Per questo motivo, visto che si era vicini all’orario del coprifuoco, i militari hanno fermato e identificato l’uomo. Quest’ultimo aveva in mano la sigaretta. Certo di non aver infranto alcuna regola, il 30enne ha dichiarato che all’interno della sigaretta – insieme al tabacco – vi era della marijuana light acquistata su internet.

I carabinieri hanno sequestrato comunque la sigaretta, inviandola a un laboratorio di Ancona per le opportune verifiche. Ebbene, è emerso chiaramente dall’esito degli esami che la marijuana non era affatto depotenziata, al contrario il principio attivo THC era ad alti livelli. Per questo motivo, a distanza di alcuni giorni dal fatto, i carabinieri hanno segnalato il 30enne di Fabriano quale assuntore di sostanze stupefacenti.

Ma l’attività investigativa prosegue. Infatti, i carabinieri fabrianesi vogliono capire se effettivamente l’acquisto di marijuana sia avvenuto su internet o attraverso un pusher operante nel territorio. Se fosse vera la tesi raccontata dall’uomo si potrebbe tentare di far chiudere il sito internet in questione per violazioni delle norme vigenti. Altrimenti, si cercherà di individuare lo spacciatore, identificando canali di approvvigionamento e clientela.





fonte Centropagina

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