Ancona, Pronto soccorso e Terapia intensiva di Torrette saturi. Contucci: «Oltre non si può andare»

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Ancona, ospedale di Torrette: cresce l’area Cov 4 per l’aumento di positivi in arrivo al Pronto Soccorso


ANCONA – «Il numero degli accessi dei pazienti covid è in aumento, i reparti e la terapia intensiva dell’ospedale sono ormai saturi e abbiamo completamente riempito anche la nostra area covid». È critica la situazione al Pronto Soccorso degli Ospedali Riuniti di Ancona, preso ogni giorno d’assalto dai pazienti positivi al virus, come ci racconta il primario facente funzione Susanna Contucci.

«Ogni giorno qui al Pronto Soccorso arriva una media di 15 pazienti positivi» spiega, e l’Obi, il reparto di osservazione breve intensiva, riconvertita in area covid insieme ai box adiacenti, è ormai satura: «Questa mattina abbiamo già 23 pazienti in area covid, 3 dei quali sono codici rossi e due ambulanze fuori in attesa» che dovranno aspettare per ore, con i pazienti costretti a restare in ambulanza anche fino anche ad oltre sei ore.

La dottoressa Contucci traccia un quadro dal quale si evince tutta la drammaticità della situazione pandemica nelle Marche. Il primario fa notare che l’area covid del punto di primo intervento è ormai già ben oltre le sue possibilità in termini di posti letto: qui infatti sono 20 i letti massimi previsti per i pazienti positivi, con due posti riservati ai codici rossi respiratori, una capacità di accoglienza inferiore rispetto ai pazienti che gravitano nella struttura. L’ospedale e il personale sono allo stremo, pieni più di un anno fa, come osserva il primario.

«Siamo saturi sia in termini di posti letto, che disponibilità di ossigeno e personale – afferma – oltre non riusciamo ad andare».  Il reparto aveva già trasformato l’obi in area covid lunedì 8 febbraio, accogliendo anche punte di 32 pazienti positivi al virus «un numero spropositato per l’accoglienza che riusciamo a dare».

La situazione è in critica in tutto l’ospedale, la palazzina di Malattie Infettive è piena ormai da settimane, la Terapia intensiva è completamente satura, tanto che la direzione ospedaliera sta lavorando per ricavare 8 nuovi letti in Divisione, riconvertendo spazi già esistenti, ed è in fase di ampliamento l’area Cov4, per arrivare a 50 posti letto.

Il primario del Pronto Soccorso sottolinea l’importanza di non rivolgersi al Pronto Soccorso per la diagnosi di covid ed evidenzia che «i pazienti positivi sono correttamente trattati dalla medicina territoriale». «Siamo in piena terza ondata» prosegue, sottolineando che contagi e ricoveri sono spinti in alto dalle varianti, specie dalla mutazione inglese, anche se come spiega il primario «abbiamo osservato casi isolati anche di variante brasiliana e sudafricana».

A rendere il quadro ancora più complesso è anche il fatto che se fino a qualche settimana fa «riuscivamo a trasferire alcuni pazienti presso gli altri ospedali della regione, ora siamo tutti nella stessa situazione e si sono intasate anche le altre strutture delle Marche, un po’ meno solo l’Ascolano». È scesa l’età media dei pazienti positivi al virus che accedono al Pronto Soccorso: se nella prima fase della pandemia avevano una età media che si attestava intorno ai 70 anni, adesso in questa terza ondata pandemica chi arriva al punto di primo intervento ha tra i 50 e i 70 anni.

Nella serata di oggi 9 marzo è previsto l’arrivo della nuova Tac riservata ai pazienti positivi al virus che afferiscono al Pronto Soccorso: una sala tac esterna sarà realizzata nel parcheggio antistante il Ps dove esattamente un anno fa era stato collocato l’ospedale da campo. I container che ospiteranno la strumentazione sono già stati installati e attendono solo l’arrivo della Tac che è rimasta bloccata un giorno alla frontiera tedesca per un ritardo frontaliero legato ad alcune documentazioni. Ma da questa sera sarà a Torrette e da domani la sala sarà operativa.





fonte Centropagina

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