Covid, Acquaroli: «L’Anconetano decresce». Quattro province verso la riconferma della zona rossa

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Vaccino, somministrata metà delle dosi nelle Marche. Acquaroli: «Non abbassiamo la guardia»


ANCONA – Indice Rt delle Marche stabile ancora sopra quota 1, ma non da superare l’1,25. A dirlo è il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sollecitato dai giornalisti a margine del presidio dei lavoratori del punto vendita Carrefour di Camerano che ha incontrato con un confronto con i sindacati. Alla vigilia della giornata in cui la cabina di regia classificherà le regioni in base alle fasce di rischio, il governatore ha spiegato che «la provincia di Ancona sta decrescendo rispetto alla settimana scorsa e a due settimane fa, ma questo non consente ancora di tornare ad una misura inferiore, le altre province sono tutte in crescita, ma è una crescita più bassa» rispetto a quella che aveva registrato nell’ultimo periodo l’Anconetano.

La provincia di Ascoli Piceno invece «sta crescendo, ma non è detto che arrivi ad essere zona rossa», determinanti saranno i dati dei primi 4 giorni. L’orientamento che emerge però va in direzione di una riconferma della zona rossa per le quattro province che già sono in questa fascia (Ancona, Macerata, Fermo, Pesaro Urbino).

Il governatore difende le ordinanze regionali con le quali ha disposto la zona rossa per quattro province marchigiane, (Ancona, Fermo, Macerata e Pesaro Urbino), nonostante le Marche siano state confermate anche questa settimana in fascia arancione dalla cabina di regia dell’Istituto Superiore di Sanità. Acquaroli rimarca di aver precorso i tempi rispetto al Dpcm varato dal Governo Draghi, spiegando «avevamo individuato 10 giorni prima che ce lo dicesse il Cts come criterio» per attivare restrizioni «250 contagi su 100mila abitanti», una soglia che è stata poi effettivamente adottata per far scattare la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado.

«In una situazione di passaggio normativo, di governo e con le varianti che incidono, dobbiamo restare uniti e compatti – spiega – : quotidianamente monitoriamo i dati, uno studio approfondito Comune per Comune, provincia per provincia».

Inoltre ha spiegato «ci siamo dati un metodo che vale da settimana in settimana» per allineare i provvedimenti regionali alle valutazioni del Comitato Tecnico Scientifico e della cabina di regia, e anche per «dare un lasso temporale in più» ai cittadini e alle imprese per organizzarsi: «si tratta di ordinanze che portano un pregiudizio alle attività economiche» ha detto, sottolineando che sono provvedimenti da prendere «in extrema ratio, quando c’è un dato inequivocabile».

Infatti, se come ha affermato la tenuta sanitaria è fondamentale, lo è anche quella socio economica ed ha ricordato lo sciopero dei lavoratori Carrefour che impone, come le altre crisi presenti sul territorio, di valutare con grande attenzione i provvedimenti restrittivi.





fonte Centropagina

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