Carrefour, sconti con assembramenti. Arrivano vigili e carabinieri, scatta anche la multa

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Carrefour, sconti con assembramenti. Arrivano vigili e carabinieri, scatta anche la multa

CAMERANO – Cassa integrazione per chi lo vorrà, ma anche incentivi per risolvere anzitempo il rapporto di lavoro. Questa in sintesi la bozza di accordo che i sindacati hanno raggiunto con la Carrefour ed avallata dagli 89 dipendenti del supermercato che da mercoledì 31 marzo resteranno senza lavoro a causa della chiusura del punto vendita.

 

Giornata cruciale ieri per il Carrefour, iniziata nel peggiore dei modi per il fatto che la svendita messa in atto dall’azienda per svuotare il megastore in previsione della chiusura ha richiamato centinaia di persone al punto tale che sono dovuti intervenire sia i Carabinieri che la Polizia Locale. 

I provvedimenti
Carrefour ha ricevuto una sanzione amministrativa per la presunta vendita di articoli che non potevano essere commercializzati causa restrizioni legate al Covid 19, con conseguente chiusura dell’attività che andrà ad estendersi anche a oggi. La trattativa portata avanti dai sindacati con l’azienda è stata una vera e propria maratona anche per il fatto che all’inizio le parti erano ben distanti. Basti pensare che la cassa integrazione proposta dal Carrefour da tre mesi è stata portata alla scadenza del 30 novembre, 8 mesi rispetto ai 12 preventivati ad inizio trattativa. Un accordo non semplice da raggiungere con tante norme legate al blocco dei licenziamenti che potrebbero cambiare dal aprile. I sindacati hanno ottenuto anche degli incentivi. Per chi ha il contratto full time verranno offerti 60.000 euro lordi, circa 48.000 netti, per risolvere il rapporto e rinunciare alla cassa integrazione entro e non oltre il 30 aprile. Poi questa cifra andrà a decrescere con il passare dei mesi. Ad un contratto part time invece verranno offerti nella stessa scadenza di aprile 30mila euro lordi circa 24mila netti, con la possibilità di accettare anche nei mesi successivi con l’aliquota destinata a diminuire.

 

Per quello che riguarda il mancato preavviso circa la chiusura del punto vendita, verranno offerti ad ogni dipendente 3.500 euro lordi. Cassa integrazione che l’azienda si è detta disponibile ad aprire con la pratica che arriverà a Roma al tavolo del Ministero nelle prossime settimane con la Regione che ha già detto che seguirà l’iter formativo. Ma il vero obiettivo dei sindacati è quello di trovare un’alternativa a Carrefour che ha già detto che a fine mese riconsegnerà la licenza al comune di Camerano. L’obiettivo è trovare un nuovo gruppo pronto a investire, ma sopratutto ad assumere i dipendenti. Una ricerca non semplice, gli stessi sindacati continueranno a stimolare per quanto possibile anche Carrefour a trovare un acquirente.

L’affondo
Sulla vicenda è intervenuto il consigliere provinciale di Ancona e comunale di Camerano, Lorenzo Rabini, che definisce «indecente» il comportamento di Carrefour, «perché i quasi 100 addetti hanno anche loro combattuto una battaglia durissima nell’ultimo anno contro il nemico Covid,dimostrando grande professionalità in circostanze di grande rischio, a contatto sempre con la gente e rischiando ogni minuto il contagio». Per Rabini «sarà importante il ruolo che in questa vicenda assumeranno le Istituzioni e le Organizzazioni sindacali. Sono convinto che l’Assessore al lavoro della Regione Marche, Stefano Aguzzi, saprà essere un punto di riferimento fondamentale per le trattative in corso e per delineare e tracciare un percorso di valorizzazione sia per le persone coinvolte, sia per mantenere alto l’interesse per quel particolare sito logistico così strategico e punto di raccordo tra la Riviera del Conero e la città capoluogo di Regione».



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fonte Corriere Adriatico

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