Jesi: la carica degli over 80 in fila per il vaccino, ma ancora tanti i nodi da sciogliere – VIDEO

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Jesi: la carica degli over 80 in fila per il vaccino, ma ancora tanti i nodi da sciogliere – VIDEO


JESI – Prosegue a Jesi la campagna vaccinale per contrastare il Covid-19: tante persone in fila ordinata alla Bocciofila Jesina di via La Malfa, sito funzionale ad accogliere la prima fase della vaccinazione anti Covid agli over 80. Grazie alla stretta sinergia tra Asur, Comune e volontari della Protezione civile, tutto è filato liscio.

«Vengono vaccinate dalle 250 alle 270 persone al giorno – spiega il coordinatore provinciale della Protezione civile Lorenzo Mazzieri – noi siamo qui a dare il nostro supporto come sempre. Questa è una macchina organizzativa che funziona e mi sento di ringraziare l’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini che ha annunciato le vaccinazioni per tutti i nostri volontari, in prima linea dall’inizio della pandemia».

«A livello regionale, per collaborare alla regolarità dell’organizzazione nella gestione dell’afflusso per le vaccinazioni, – aggiunge il referente dei volontari Matteo Berrè – abbiamo registrato 50.566 giornate uomo, mentre nella sola provincia di Ancona 17.422 con l’attivazione di 1520 volontari».

Matteo Berrè e Lorenzo Mazzieri (Protezione civile)

Sui vaccini prodotti dalle varie multinazionali del farmaco si sta discutendo molto in questi giorni, soprattutto in relazione ai possibili effetti collaterali. È di qualche giorno fa la comunicazione della direzione generale della Asur che il vaccino AstraZeneca corrispondente al lotto ABV 2856 già inoculato a 1750 persone nelle Marche, è stato immediatamente sospeso in via precauzionale, poiché in concomitanza con la somministrazione si sarebbero registrate reazioni gravi.

Ma sulla necessità del vaccino per contrastare la diffusione del virus, il parere è unanime. Anzi, ci sono categorie – come chi lavora nella grande distribuzione – che chiedono a gran voce quando toccherà a loro. «Dall’inizio della pandemia, senza distinzione di colore della regione, i lavoratori della grande distribuzione sono stati sempre al pubblico poiché la spesa è uno di quei servizi imprescindibili – dice Matteo Lennelli – ma visto che siamo sempre a contatto con le persone, sarebbe opportuno essere inseriti tra quelle categorie primarie cui somministrare il vaccino, dopo gli anziani cui per carità, va la precedenza. Credo che la nostra categoria, e mi rivolgo al presidente della Regione Marche, debba essere tutelata in questo, anche per una maggiore sicurezza delle persone, certamente più tranquille nel sapere che il personale del supermercato dove fanno spesa è vaccinato».

Aurelio Squadroni

E se i lavoratori della grande distribuzione chiedono con urgenza di essere tra le categorie da vaccinare presto, c’è chi ugualmente attende ma di poter vaccinare gli altri. Aurelio Squadroni è un ex infermiere ora in pensione. Ha lavorato come capo sala presso la Rsa di Cupramontana e ha aderito al bando dell’ex commissario Arcuri per la campagna vaccinale perché vuole avere un ruolo attivo in questa battaglia contro il virus. «Ho aderito al bando, superato tutte le visite risultando idoneo, conosco i software e ho esperienza, ma da un mese sono in attesa di firmare il contratto, – dice Squadroni – non capisco perché, sono demotivato. Vorrei fare la mia parte e contribuire ad accelerare le vaccinazioni perché sono l’unico strumento per tornare alla vita normale. Ma se a fronte di tanta urgenza e del fatto che si lamenta la carenza di professionisti per la vaccinazione, c’è chi attende inutilmente, c’è qualcosa che non va».

La campagna vaccinale dal 15 marzo si trasferisce presso la palestra Zannoni, molto più ampia e funzionale, dove proseguire le vaccinazioni aumentando anche il numero delle inoculazioni.

L’organizzazione delle postazioni per la vaccinazione all’interno della Bocciofila jesina.

Intanto sono già iniziate le vaccinazioni degli ospiti delle case di riposo ed Rsa della zona, poi toccherà alle categorie maggiormente a rischio. Una guerra per contrastare l’avanzata insidiosa del virus che sta riempiendo le terapie intensive e i reparti Covid, costringendo a riorganizzare i servizi sanitari e i reparti.

L’esterno della Bocciofila con le persone in fila





fonte Centropagina

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