avevano ricevuto la prima dose del vaccino

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avevano ricevuto la prima dose del vaccino


OSIMO – Il Covid è entrato anche nella casa di riposo della Fondazione Osimana Padre Benvenuto Bambozzi di via Matteotti, l’unica finora risparmiata fra le tre residenze per anziani cittadine. A confermarlo ieri la presidente Laura Cionco al termine di una settimana complicata, con il virus che ha creato il primo seppur piccolo focolaio. 


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Ad oggi sono 6 gli anziani infettati sui 95 presenti e un solo operatore sanitario su 70, tra l’altro tutti già vaccinati anche con la seconda dose. «Il nostro personale ha fatto i salti mortali in questo anno per evitare di introdurre il virus, ma –commenta la presidente Cionco- con il trend aggravato delle ultime settimane, con quasi 500 contagi in città, era quasi inevitabile che il virus entrasse».

Per fortuna lo ha fatto quando già era iniziata la campagna vaccinale: «Al momento –rileva Cionco- solo un anziano che aveva già patologie respiratorie ha manifestato un po’ di affanno ma non ha febbre, evidentemente i vaccini hanno permesso di contrarre una forma di coronavirus più leggera e gestibile». Il primo ospite positivo era emerso il 4 marzo nel consueto giro di tamponi rapidi che ogni 10 giorni il Bambozzi svolge su anziani e dipendenti. Dopo quel primo caso, la Asur ha disposto il tampone strumentale dal quale sono emersi altri 5 ospiti positivi e un dipendente, tra l’altro già negativizzato.

Nel frattempo l’Usca, che svolge le vaccinazioni nella casa di riposo, aveva comunque somministrato la seconda dose di siero sull’anziana risultata positiva il 4, ma anche sugli altri ospiti che erano in attesa del tampone Asur, di cui 6 sarebbero risultati poi infettati. Grazie a questa mossa probabilmente il virus è stato reso meno aggressivo. Intanto nell’ultimo giro di test rapidi svolto dal Bambozzi, sabato scorso, è emerso un secondo dipendente positivo che in attesa della conferma dal molecolare è stato mandato in quarantena.

«Al momento il virus ha interessato solo i reparti al primo e secondo piano che sono già tutti vaccinati –ha spiegato la presidente- mentre l’ala Busilacchio che è ancora Covid free riceverà la seconda dose in settimana». Se alla casa di riposo di rione San Marco si fanno i conti per la prima volta col Covid, alla Grimani Buttari di San Sabino dopo quello della prima ondata di un anno fa si è tornati di nuovo in allarme per un focolaio interno. Tuttavia ha riguardato una sola delle cinque residenze ed è già in regressione. Dai 17 positivi di venerdì scorso siamo scesi ieri a 14, così come da 5 dipendenti in quarantena siamo ora a 3. A differenza del Bambozzi, al Buttari i casi positivi erano emersi a metà febbraio, dunque prima dell’avvio del piano vaccinale, anche per questo forse il focolaio ha fatto 4 decessi. E l’allarme è scattato ora al centro diurno del Buttari, dove è stato riscontrato un ospite infettato.

«Il nostro è l’unico aperto in zona perché stiamo garantendo l’isolamento dal resto della struttura ma ora per precauzione –spiega il presidente Fabio Cecconi- sospenderemo l’attività per 14 giorni in modo da evitare complicazioni. Prima di riattivarlo si dovranno fare tutti i tamponi e solo i negativi rientreranno, perché la situazione è resa più delicata dal fatto che gli ospiti tornano in famiglia ogni giorno e vi è quindi il rischio di contatti».
Intanto i contagi in Valmusone si stanno stabilizzando. A ieri Osimo contava 489 positivi rispetto ai 495 del 10 marzo, così come Camerano è sceso da 103 a 87 e Offagna da 34 a 30. A preoccupare sono i rialzi di Castelfidardo (da 280 a 292) e Sirolo (da 56 a 61), mentre restano stabili Loreto (da 124 a 123) e Numana (da 30 a 31).

 



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fonte Corriere Adriatico

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