Per Torrette e Salesi la corsa alle rianimazioni è ancora da concludere. Marche Nord l’unica ad avere completato l’iter

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Per Torrette e Salesi la corsa alle rianimazioni è ancora da concludere. Marche Nord l’unica ad avere completato l’iter


ANCONA  – Uno dei più alti tassi di saturazione dei reparti in Italia. Le strutture ospedaliere marchigiane stanno attraversando la fase più critica da inizio pandemia, con un’impennata negli accessi che non pare prossima alla decrescita. Ogni ospedale si sta riorganizzando, in un tetris interno per fare posto ai malati Covid, sacrificando altre attività, e le terapie intensive sono la necessità primaria, ma mancano all’appello 59 posti letto rispetto a quelli che le Marche avrebbero potuto avere. Quando la pandemia si abbatté sui reparti tra marzo e aprile del 2020, le terapie intensive di cui la regione poteva disporre erano 115 (più tre aggiunte in corsa). 


 

Non abbastanza per arginare la prima ondata, che ha messo a durissima prova la tenuta delle rianimazioni. Onde evitare che si ripetesse lo stesso drammatico copione, il governo aveva emanato, lo scorso 19 maggio, il Decreto legge 34, aprendo i cordoni della borsa per permettere agli ospedali di aumentare il numero di posti letto intensivi. Nelle Marche, il dl si traduceva in un +105, da attivare prima che la recrudescenza del virus tornasse a intasare i reparti. Così non è stato e l’operazione, nel suo complesso, si concluderà solo nel 2022, benché qualcosa si sia mosso nel frattempo.

 

Marche Nord è stata l’unica a completare l’iter, decidendo di seguire un percorso proprio anziché quello del bando nazionale della Protezione civile: ha già attivato i 41 posti previsti, che vanno ad aggiungersi ai cinque dell’ospedale di San Benedetto, già operativi da ottobre. Ne restano invece ancora 59 da realizzare, di cui 36 a Torrette – 21 entro aprile e 15 entro giugno – due al Salesi di Ancona da portare a casa entro giugno, sette all’ospedale di Jesi previsti per luglio 2022, e 14 all’ospedale di Fermo (quattro entro luglio e 10 entro dicembre). Questa seconda tranche ha seguito il percorso tracciato dalla struttura commissariale all’emergenza Covid, allungando i tempi di realizzazione. Nell’attesa, sono stati ricavati posti letto – e personale dedicato, altro elemento da non trascurare, data l’esiguità nel numero di rianimatori e anestesisti – dalle riorganizzazioni interne.

L’ospedale regionale di Torrette in meno di un mese ha raddoppiato le terapie intensive, passando da 19 a 38. Ma già nei mesi precedenti, i nosocomi erano riusciti a ricavare 69 posti letto aggiuntivi (alcuni temporanei) al di fuori di quelli previsti dal Dl, 42 dei quali nel Covid Hospital di Civitanova, che però già conta 21 pazienti in rianimazione e difficilmente riuscirebbe a gestirne l’intera cifra con il personale di cui dispone. Altri 12 erano stati attivati a Torrette, sette sia nell’ospedale di Jesi che in quello di Fermo, ed uno a San Benedetto. A ieri, i ricoverati nelle rianimazioni dei sei nosocomi regionali su cui si declina la parte intensiva del piano pandemico erano 133.

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA





fonte Corriere Adriatico

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