si parte da Marche Nord, ci sono già tre pazienti in cura

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si parte da Marche Nord, ci sono già tre pazienti in cura


ANCONA  – Si parte. È stata avviata ieri nelle Marche – tra le prime regioni in Italia – la profilassi anti Covid con gli anticorpi monoclonali per frenare la malattia ai primi stadi e prevenire i ricoveri. Nell’azienda ospedaliera Marche Nord sono stati trattati i primi tre pazienti, tutti soggetti che hanno subito un trapianto di rene e che hanno dovuto sospendere la terapia immunosoppressiva a causa della recente infezione. Elementi, questi, che avrebbero causato un rischio elevato di sviluppare le forme più gravi della malattia. 


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Come richiede questa tipologia di cura, tutti e tre i pazienti erano paucisintomatici e non necessitavano di ossigeno. Gli anticorpi monoclonali, infatti, sono antivirali funzionali nei primi 7-10 giorni di malattia, e solo in presenza di sintomatologia lieve. «Siamo pronti a partire con la terapia in tutta la regione – spiega l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini – con il coinvolgimento dei medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e le Usca, che partecipano nell’individuazione dei soggetti candidati al trattamento». 

La profilassi consiste in un’infusione endovenosa della durata di 60 minuti, terminata la quale il paziente deve restare in osservazione per un’altra ora in caso insorgessero effetti indesiderati. La terapia, ieri, è stata effettuata, in un ambulatorio del reparto di ex pneumologia nella palazzina H del San Salvatore di Pesaro, da un’equipe medico-infermieristica di medicina interna coordinata dal dottor Gabriele Frausini, primario di Medicina subintensiva di Marche Nord, e con il supporto del dottor Luciano Mucci. 

Gli anticorpi monoclonali sono arrivati nelle Marche mercoledì in 133 flaconi, sui 4 mila disponibili in Italia. Si tratta di profilassi Bamlanivimab, destinata a pazienti non ospedalizzati, con patologia lieve o moderata, che rientrano nei criteri di eleggibilità stabiliti dall’Agenzia italiana del farmaco. È stata proprio l’Aifa a dare l’ok ai due progetti sperimentali per l’utilizzo degli anticorpi monoclonali elaborati uno, appunto, da Marche Nord, ed uno dagli Ospedali riuniti di Ancona con l’Asur, in collaborazione con l’Istituto Spallanzani. Sono 13, in totale, le strutture ospedaliere del territorio abilitate all’utilizzo di questa terapia: oltre ai nosocomi di Ancona (Torrette ed Inrca) ed il San Salvatore di Pesaro, ci sono quelli di Urbino, Senigallia, Jesi, Fabriano, Civitanova Marche, Macerata, Camerino, Fermo, San Benedetto del Tronto ed Ascoli Piceno. Ma come funzionano, nello specifico, gli anticorpi monoclonali? In pochi minuti, si “attaccano” al virus circolante, impedendo che si diffonda agli altri organi. Il paziente non guarisce all’istante, ma resta paucisintomatico e non arriva al ricovero.



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fonte Corriere Adriatico

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