Consulta pari opportunità: 67 domande di adesione

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Consulta pari opportunità: 67 domande di adesione


Jesi, il palazzo comunale (foto Giusy Marinelli)

 

 

 

Pioggia di adesioni alla “Consulta per le donne e per le pari opportunità” del Comune di Jesi, il nuovo organismo previsto dallo Statuto comunale. Alla chiusura dei termini per la presentazione delle domande – riferisce una nota del Comune di Jesi . in 67 hanno richiesto di aderire, tra cui anche 4 uomini. Nove adesioni sono giunte da fuori Comune, prevedendo il regolamento la possibilità di farne parte anche a chi, pur non risiedendo a Jesi, frequenta la nostra città per lavoro o per attività varie (sociali, culturali, ecc.).«Una risposta davvero significativa – ha sottolineato l’assessore alle pari opportunità Marisa Campanelli – che conferma da un lato la bontà della scelta dell’Amministrazione comunale, dall’altro il desiderio di partecipazione che viene dalla società civile. Daremo immediatamente corso a tutte le procedure previste dal regolamento per rendere la Consulta pienamente operativa». Proprio a tal proposito l’assessore ha già convocato la prima assemblea generale chiamata ad assolvere gli adempimenti istituzionali. L’appuntamento è programmato per giovedì prossimo, alle ore 17.15, ovviamente in modalità da remoto su piattaforma Zoom, nel corso del quale saranno eletti sia il presidente dell’assemblea, sia i cinque rappresentanti del consiglio direttivo.

La Consulta, come noto, è stata introdotta recentemente nello Statuto comunale con l’obiettivo valorizzare la presenza, la cultura e l’attività delle donne nella società e nelle istituzioni; riconoscere il carattere multietnico e le diversità culturali della realtà femminile nel territorio; sostenere il diritto alle pari opportunità nel lavoro e in ogni altro settore della vita civile nel territorio; – prevenire e contrastare tutte le forme di esclusione e di violenza attuate dagli uomini maltrattanti verso le donne.«Suo compito – spiega in comunicato del Comune – sarà quello di elaborare politiche riguardanti sia la condizione femminile (in ambito sociale, professionale, economico) che la promozione delle pari opportunità, intendendosi per queste ultime le parità di trattamento e la rimozione in ogni ambito della società civile di discriminazioni per sesso, capacità fisica o intellettuale. Numerose le funzioni previste con relazione finale, a cadenza annuale, al Consiglio comunale in seduta pubblica sulle proprie attività. Lo stesso Consiglio, ma anche la Giunta, avranno facoltà di richiedere alla Consulta pareri su argomenti ritenuti opportuni, con particolare riferimento agli scopi e alle finalità di tale organismo».



Fonte CronacheAncona.it

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