Covid, agli Ospedali Riuniti aumentano a 155 i posti letto per i contagiati, stop a 400 interventi chirurgici

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Covid, agli Ospedali Riuniti aumentano a 155 i posti letto per i contagiati, stop a 400 interventi chirurgici


ANCONA – Lo scatto in due mesi, il rush delle scelte negli ultimi dieci giorni. L’ingranaggio anti-Covid degli Ospedali Riuniti passa per la metamorfosi di Torrette. Adattarsi al nuovo picco dei ricoveri, alimentato dalla spinta propulsiva della variante inglese, è un percorso obbligato.

 

 

Il tracciato è segnato dalla pressione di una quotidianità che non contempla il cessate il fuoco: ieri un’altra ondata di positivi ha saturato la capacità d’accoglienza del pronto soccorso. Nel primo pomeriggio erano 22 i contagiati in attesa di ricovero, altri due erano rimasti bloccati nelle ambulanze. Venticinque i pazienti non compromessi dal virus che erano lì ad aspettare. Al fixing delle 10 erano occupati 130 su 136 letti dedicati alla cura del Coronavirus. 

Il piano 
Si comprime lo spazio temporale nel quale i giri del motore aumentano d’intensità. È un crescendo di emergenza e necessità. Era la fine del 2020, quando venne sdoganato il piano pandemico interno, scandito in tre fasi: una declinazione di quello scritto dalla Regione. Allora erano 112 posti Covid, oggi sono 155. Quarantatré in più. Ma non è il numero assoluto a raccontare l’intensità dello sforzo, bensì la qualità di quelle postazioni strappate alla consuetudine dell’hub sanitario regionale: 19 sono di terapia intensiva. In tutto arrivano a 38: 10 in Divisione di anestesia e 18 in Clinica, più altre dieci ricavate dalle sale operatorie 15, 16 e 17, dove gli ultimi aggiustamenti risalgono a sabato scorso. Essendo quei luoghi già attrezzati per la rianimazione, la difficoltà dell’allestimento ha riguardato le risorse umane. Il personale. Perché a gravitare attorno a quei letti, organizzati in tre turni, sono più di 100 persone. È lì che si concentra il massimo carico dell’assistenza. Non sempre è necessario intubare, ma anche la ventilazione assistita richiede un monitoraggio H24. 

Le tabelle 
Il piano pandemico straborda nell’imprevista fase quattro. Vengono aggiunti in corsa altri 12 posti di semintesiva, 6 dei quali flessibili, riconvertibili in ordinaria, che sono già 12 in più. Sono tutti sistemati in Cov4, al quinto piano del blocco centrale di Torrette. Il Corpo U. Una strategia obbligata perché le Marche, secondo le tabelle ministeriali, sono seconde solo al Friuli Venezia Giulia per il grado di occupazione delle terapie intensive per Covid. 
Una metamorfosi, quella di Torrette, non a costo zero. La prima contromossa necessaria è stata il blocco dei ricoveri medici programmati, tre settimane fa. Ne sono saltati a decine. La seconda azione drastica: lo stop degli interventi chirurgici, esclusi gli oncologici e quelli di classe A, da eseguire rigorosamente entro 30 giorni. Innegabile la frenata. In due mesi si sono perse 400 operazioni. A non fare un passo indietro è l’attività ambulatoriale, nonostante una disposizione, poi annullata, inizialmente l’avesse messa in conto. Una non sospensione resa possibile dalle condizione di sicurezza, dalla disponibilità dei medici e dagli accessi programmati con estremo rigore.

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Nella trasfigurazione, la mossa strategica è stata convertire alla causa i 10 posti Obi, l’area dell’Osservazione breve intensiva inaugurata cinque mesi fa. Una scelta che ha evitato di ricorrere a un mini-ospedale da campo nel piazzale di fronte al pronto soccorso. Oculata, la decisione di accelerare tutte le procedure per terminare i lavori di ampliamento della struttura entro l’autunno. Scongiurate le tende, sono arrivati però quattro container per ospitare, per tre mesi, una Tac a 64 slice. Da sabato anche gli intubati entrano in quel macchinario per la tomografia computerizzata. Dal bando alla messa in pratica sono trascorsi appena 15 giorni. «Un’operazione ingegneristico-amministrativa virtuosa, che dimostra la grande volontà e capacità di questa struttura di reagire alle necessità», è la soddisfazione espressa dal direttore amministrativo Antonello Maraldo. 

La terapia 
E mentre si riconvertono letti e reparti, a Torrette parte lo stoccaggio della terapia degli anticorpi monoclonali: 133 le fiale destinate alle Marche. Alternativa al ricovero ospedaliero, la cura è riservata a pazienti fragili, che se contagiati rischiano di sviluppare la malattia in forma gravissima e mortale. Le categorie sono indicate in un elenco dall’Agenzia del farmaco, la segnalazione spetta ai medici di base. L’inoculazione avviene attraverso una flebo che dura circa un’ora sotto controllo medico e in un reparto dedicato. Di Covid, tuttavia, si continua a morire: ieri, delle 11 vittime registrate in tutta la Regione, cinque abitavano in provincia di Ancona: due osimani di 62 e 71 anni, due jesini (una donna di 67 anni e un uomo di 74) e un 65enne di Chiaravalle. Dall’inizio dell’epidemia sono 755 le vittime della nostra provincia.



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fonte Corriere Adriatico

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