Stop alla Dad, “Priorità alla scuola” torna in piazza ad Ancona

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Stop alla Dad,


3′ di lettura
Ancona 24/03/2021
– Sciopero dei docenti, sciopero dalla Dad, sciopero degli studenti, sciopero sociale. Priorità alla Scuola sostiene, in tutta Italia e nelle Marche, lo sciopero indetto dal sindacato Cobas e dal Coordinamento Nazionale Precari della Scuola (CNPS) per venerdì 26 marzo, con uno sciopero della DAD e uno sciopero sociale.

Docenti, genitori, studenti scenderanno in piazza ad Ancona e Pesaro, in contemporanea ad oltre 60 piazze in tutta Italia, invitando a scioperare e a partecipare non solo tutti coloro i quali hanno a cuore la scuola pubblica ma in generale il futuro della cultura, il futuro dei giovani. L’invito è ad astenersi dalla DAD: “rompiamo gli sche(r)mi”, perché “questa casa non è una scuola”.

L’appuntamento nelle Marche è: ad Ancona, in Piazza Roma, ore 10.00 ; a Pesaro, presso il Campus Scolastico di via Nanterre, ore 10.00. Nelle Marche hanno aderito anche Coordinamento Studenti Uniti – Stop DAD, Potere al Popolo Marche, Rete “molto più di 194”, Nate Intere, PRC Marche, PCI Marche, Altra idea di Città, Movimento di Cooperazione Educativa Marche, Centri Sociali Marche.

Priorità alla scuola scende in piazza per chiedere la riapertura delle scuole perché sono state chiuse troppo a lungo; perché sono chiuse di nuovo in quasi tutta Italia mentre le principali attività economiche e produttive sono aperte; perché da un anno la chiusura della scuola è una scelta politica facile e senza costi per lo Stato, che li scarica tutti su genitori e giovani alle prese con crescenti problemi di ritardi nella formazione e di disagio psicofisico, come evidenziato da psicologi e psichiatri anche qui nelle Marche; perché è ora di smetterla di rubare il tempo – il loro presente e il loro futuro – alle e ai minorenni che vivono in Italia.

Priorità alla Scuola scende in piazza per chiedere che le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), altrimenti detto Recovery Fund, siano vincolate a rilanciare la Scuola pubblica e i diritti all’istruzione e allo studio a cui devono essere restituiti il ruolo e la centralità che spettano loro. Vogliamo che quelle risorse servano:

– a ridurre a 20 il numero massimo di alunni per classe (15 in presenza di alunni speciali);

– a garantire la continuità didattica e la sicurezza, assumendo con concorsi per soli titoli i docenti con 3 anni scolastici di servizio e gli Ata con 24 mesi;

– a intervenire massicciamente nell’edilizia scolastica per avere spazi idonei a una scuola in presenza e in sicurezza.

Si deve vincere la battaglia sul PNRR perché altrimenti l’apertura delle scuole sarà sempre sotto minaccia e sotto ricatto. Nelle condizioni attuali, qualsiasi “emergenza” potrà essere invocata per ricorrere alla chiusura, e di conseguenza alla didattica digitale a distanza. Dobbiamo vincere la battaglia sul Recovery Fund per scongiurare una riforma della scuola fondata sulla didattica digitale a distanza, e di conseguenza sulla disuguaglianza e sull’abbandono scolastico, e aprire la strada alla riforma della scuola che noi vogliamo.



fonte VivereAncona

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