«La nostra maxi cella per il freddo come 80 frigoriferi per i vaccini»

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«La nostra maxi cella per il freddo come 80 frigoriferi per i vaccini»


VALLEFOGLIA – Si chiama Vag Refrigeration Laboratory ed è un centro di ricerca accreditato, un polo unico nel suo genere in Europa, all’interno del quale il Gruppo VAG, che fa capo alla famiglia Vitri, dispone di celle frigorifere che possono essere raffreddate fino a -40°C e tornare utili anche per la campagna vaccinale.


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In questo laboratorio, a Vallefoglia, inoltre vengono testati e sviluppati, in collaborazione con i clienti, frigoriferi speciali che possono arrivare a temperature anche inferiori. Soluzioni di ultima generazione, in grado di essere utilizzati in questa fase di emergenza per dare ulteriore sostegno alla campagna vaccinale all’interno dei luoghi di lavoro. Una disponibilità in più, rispetto a quella messa nero su bianco nei giorni scorsi per la concessione di spazi per la somministrazione delle dosi ai dipendenti e alla comunità locale.

«A noi è sembrata naturale, visto il percorso che come gruppo abbiamo seguito da sempre – Roberta Vitri, vicepresidente del Gruppo VAG -: vogliamo contribuire a far ripartire, in sicurezza e il prima possibile, l’economia del nostro territorio e del nostro Paese». Un percorso profondamente legato alla città di Vallefoglia, dove il gruppo produce sostanzialmente la quasi totalità dei prodotti per la refrigerazione commerciale e industriale, e aperto «a tutte le comunità legate al gruppo», una costellazione di 15 aziende tra le Marche e il mondo con circa 1.500 addetti e 260 milioni di fatturato. Vag progetta e realizza i motori del freddo, circuiti frigoriferi costituiti da compressori, scambiatori e altri componenti, che successivamente i costruttori di frigoriferi o celle di conservazione integrano nei loro assiemi. Quelli destinati a conservare i vaccini sono frigoriferi speciali, apparecchi medicali di cui l’Italia è uno dei più grandi produttori in Europa, e celle di conservazione, utilizzate per lo stoccaggio a bassissima temperatura. «Ne abbiamo una al momento di 50 metri cubi in laboratorio che può essere messa a disposizione – dice Vitri -. Una cella di queste dimensioni equivale a circa 80 frigoriferi medicali utilizzati negli ospedali per la conservazione dei vaccini».

Sono soluzioni ovviamente non confrontabili con i refrigeratori di normale uso domestico, in cui l’innovazione, la competenza in ambito termo e fluido dinamico e la tecnologia elettronica di ultimissima generazione operano in sinergia per raggiungere prestazioni straordinarie ed eco-sostenibili.
Caratteristiche presenti comunque in tutti i macchinari prodotti dal gruppo pesarese, destinati non solo al settore medicale (come ad esempio portatili Vitrifrigo per il trasporto di sangue ed emoderivati, ndr.), ma anche ad altri mercati come il food retail, l’ho.re.ca, i supermercati, l’industria alimentare, la logistica e i data centre: dalle piccole unità di potenza alle centrali frigorifere, dagli evaporatori ai condensatori, passando per unità condensatrici e monoblocchi (tutti a marchio Rivacold) fino ai frigoriferi a marchio Vitrifrigo per hotel, nautica, automotive e macchine del caffè.

Dai dispositivi di protezione individuale donati alla polizia municipale di Vallefoglia, alle apparecchiature sanitarie fornite all’azienda ospedaliera Marche Nord, fino agli screening ripetuti sui dipendenti: «La garanzia della salute è l’unica via per tornare alla tanto desiderata normalità – dice convinto Alessandro Vitri, anche lui vicepresidente di VAG – e il vaccino è lo strumento più sicuro ed efficace per uscire insieme da questo periodo che ha causato molte vittime e un forte rallentamento in alcune attività imprenditoriali». Ecco che la terza ondata pandemica viene affrontata da VAG sul doppio binario: i frigoriferi, prodotti da alcuni fornitori del gruppo, per stivare le dosi e, «le precedenti e positive esperienze, spazi, organizzazione e strutture per allestire un punto di vaccinazione all’interno del perimetro aziendale». Tutto questo, chiosa Vitri, «quando saranno disponibili le dosi e indipendentemente da quale sarà il tipo di siero che si potrà utilizzare». Di certo non esiste «alcuna preoccupazione sul tema, molto dibattuto nelle passate settimane, della conservazione dei vaccini».

 



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fonte Corriere Adriatico

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