“Bene gli aiuti del Comune, ma concordati per renderli efficaci”

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Ancona 26/03/2021
– La CNA di Ancona apprezza lo sforzo del Comune di trovare ulteriori fondi a sostegno delle imprese, raccomanda però di concertare le azioni da mettere in campo in modo da renderle più efficaci sulla base del contesto oggi presente

La CNA di Ancona esprime soddisfazione per il tentativo dell’amministrazione di trovare nuove risorse, dopo il taglio Tari e l’estensione della Cosap, per le aziende colpite dalla crisi Covid. Un’azione che va nella direzione auspicata da tutti i livelli CNA dopo che il decreto Sostegni si è rivelato inefficace per molte micro e piccole imprese artigiane e commerciali. L’associazione cittadina, però, chiede una condivisione sui contenuti e sui metodi di richiesta dei “voucher” annunciati dall’Assessore al Bilancio e alle Attività Produttive Ida Simonella.

I fondi annunciati, infatti, sono fondi Europei e quindi vincolati ad alcuni criteri (investimenti, cofinanziamento da parte delle aziende, etc.) che potrebbero inficiare l’azione di aiuto alle imprese: in questa fase molte aziende non riesco a pensare agli investimenti perché sono a corto di liquidità e inoltre il cofinanziamento, se troppo alto, rischia di scoraggiare le imprese più bisognose di aiuti. Per tale ragione la CNA di Ancona avanza alcune proposte per l’utilizzo dei fondi annunciati dall’Assessore. I fondi recuperati dal Comune sembrerebbero destinati ad investimenti, per tale ragione la nostra associazione chiede che un eventuale bando includa anche gli investimenti effettuati almeno nell’anno 2020.

Molte infatti sono le aziende che hanno investito l’anno scorso nel tentativo di mettersi in regola o affrontare la sfida dell’asporto o della vendita on line, sarebbe quindi importante che gli sforzi nell’anno del Covid possano essere recuperati in parte. In secondo luogo riteniamo utile che l’eventuale percentuale di cofinanziamento dell’azienda sia minimo: in questa fase molte aziende in difficoltà non hanno liquidità per affrontare investimenti, anche piccoli. In terzo luogo proponiamo che gli investimenti che possano essere rendicontati siano molto ampi, includendo spese di vari tipi: piccole ristrutturazioni, pubblicità, acquisti di strumenti per sanificazione ambienti, etc. In base a quanto annunciato dall’assessore, i voucher previsti sembrerebbero di taglio minimo di 5.000 euro, una spesa che spesso le micro aziende non affrontano in un solo “investimento”, ma in una varietà di azioni. Infine, se il contributo andrà a bando, di avvantaggiare in graduatoria chi ha avuto perdite di fatturato, con un maggiore punteggio per chi ha avuto perdite superiori al 30% e successivamente a scalare con le perdite minori (-20%, -10%, etc.).

“Esprimiamo soddisfazione per gli sforzi dell’amministrazione che ha trovato queste ulteriori risorse – commenta Andrea Cantori, segretario della CNA di Ancona – Però rimarchiamo la necessità, visto che si tratta di fondi europei e quindi sottoposti ad alcuni vincoli, di concordare con le associazioni le modalità e le dinamiche di erogazione, in maniera tale che la misura possa essere efficace. Siamo coscienti che le nostre proposte dovranno essere in linea con i vincoli dettati per questa tipologia di fondi, ma riteniamo utile che vi sia per esempio una graduatoria basata sulle perdite di fatturato medio del 2020 rispetto al 2019.

I dati sono già a disposizione perché utilizzati per il decreto Sostegni. – conclude Cantori – Una ultima proposta, da valutare con tutte le altre associazioni di categoria, potrebbe essere anche quella di avvantaggiare le imprese che hanno avuto perdite di fatturato vicine al 30% ma che non hanno potuto accedere al decreto Sostegni: ci sono infatti imprese che hanno avuto la beffa di non poter ricevere l’aiuto della Stato perché le perdite medie si attestavano tra il 29 e il 25%.”



fonte VivereAncona

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