«Nelle Marche le scuole sono pronte a riaprire». Ma c’è il piano Draghi, ecco qual è

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«Nelle Marche le scuole sono pronte a riaprire». Ma c'è il piano Draghi, ecco qual è


ANCONA  – Riaprire le scuole fino alla prima media, anche in zona rossa, da dopo Pasqua. Didattica in presenza al 50% per il resto delle classi solo se la regione si trova in fascia arancione, altrimenti si resta in dad. Le linee guida per un graduale ritorno in classe sono state tracciate dal governo Draghi, in previsione del nuovo decreto che scatterà alla scadenza, il 6 aprile, di quello attualmente in vigore.


 

 

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Il piano è stato già messo a punto, grazie alla collaborazione con il ministero della Difesa, e prevede anche test rapidi settimanali per tutti gli studenti. Qualunque sia la zona di rischio in cui le Marche verranno collocate nella settimana post-Pasqua, «le scuole sono pronte a riaprire».

È sicuro il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Marco Ugo Filisetti, che aggiunge: «Non avremo difficoltà né sotto il profilo didattico, riprendendo l’attività ordinaria, né sotto il profilo sanitario». Il ritorno tra i banchi è però legato, secondo l’ipotesi al vaglio del governo nazionale, alla somministrazione periodica di test per individuare immediatamente i casi positivi ed evitare eventuali focolai negli istituti. Il primo giorno tutti gli studenti, ma anche i bimbi di nidi e materne, dovranno essere sottoposti al tampone rapido e il test sarà ripetuto ogni settimana. In caso di positività, sarà effettuato un molecolare a tutta la classe. L’obiettivo, nell’ipotesi del governo, è quello di creare in questo modo una sorta di “bolla” per tutelare gli alunni, ma anche i docenti, visto che non tutti saranno già stati vaccinati. 

Nelle Marche, per esempio, stando al dato aggiornato a ieri mattina, il personale scolastico e universitario che ha ricevuto la prima dose della profilassi si assesta sulle 13.035 unità, mentre il richiamo non è ancora effettuabile (con AstraZeneca, la seconda dose può essere somministrata ad una distanza di almeno 10 settimane dalla prima). «I test periodici ipotizzati dal governo – fa sapere Filisetti – possono essere fatti sia in orario scolastico che extrascolastico. Sarebbero eseguiti dalle autorità sanitarie nei centri preposti, ma non ci sarebbe problema neanche se l’idea fosse quella di somministrarli direttamente all’interno degli istituti». 

Per quanto riguarda l’iter di vaccinazione del personale docente e non, invece, l’Usr ha fornito all’Asur, nelle scorse settimane, l’elenco dei soggetti da sottoporre a profilassi e sulla base di quello le autorità sanitarie stanno procedendo. «A noi – spiega il direttore generale – comunicano se ci sono persone che avrebbero voluto vaccinarsi, ma non sono state chiamate per la somministrazione. È già capitato diverse volte, quindi abbiamo concordato con l’autorità sanitaria di rilevare questi casi e fornirne i nominativi, attività che stiamo elaborando in questi giorni». Nell’attesa che la vaccinazione abbia coperto la maggior parte degli insegnanti e del personale Ata, il rientro a scuola deve essere organizzato con precisione chirurgica, onde evitare che si traduca in un’ulteriore impennata della curva epidemiologica, che già sta piegando molto lentamente. «Non ci sono comunicazioni ufficiali, ma nelle Marche si parlerebbe di un rientro in classe fino alla prima media da dopo Pasqua. Se invece la didattica in presenza dovesse riguardare anche le secondarie di secondo grado, dovremmo capire in che percentuale e si riaprirebbe il confronto con le Prefetture per l’offerta dei trasporti. Ma questo scenario non è all’ordine del giorno nell’immediato».

 



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fonte Corriere Adriatico

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