Seconde case vietate ai non residenti, ordinanza della Regione per la Pasqua

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«Marche zona rossa per 2 settimane, fase più difficile da inizio pandemia»


L’ordinanza del governatore Francesco Acquaroli (clicca sull’immagine per leggerla integralmente)

 

Stop alle seconde case per i non i residenti durante le festività pasquali. Lo ha deciso la Regione, con il governatore Francesco Acquaroli che ha firmato oggi un’ordinanza che sarà valida dalle 00:00 del 29 marzo alle 24 del 5 aprile 2021.

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Il governatore Francesco Acquaroli

«La relazione istruttoria a firma del dirigente del Servizio Sanità – si legge nell’ordinanza –  evidenzia una situazione nella Regione Marche con i seguenti indicatori di rischio:  tasso di positivi su 100.000 abitanti in leggera riduzione nell’ultima settimana analizzata ma che risulta comunque pari a 274,55 quindi superiore al valore di 250 su 100.000; incremento rilevante del tasso di occupazione regionale dei posti letto occupati in area intensiva (60,8% alla data del 26 marzo) e area medica (59,3% alla data del 26 marzo); Rt regionale equivalente a 1,15 (indicatore settimanale) analisi 15-21 marzo; prevalenza della variante inglese nei campioni a random regionali superiore al ceppo originario». A fronte di questi dati, la stessa relazione conclude: «Considerate le imminenti festività che possono portare a maggiori assembramenti e in considerazione degli indicatori sopra evidenziati, che testimoniano una situazione di persistente e rilevante circolazione virale con una forte pressione in ambito ospedaliero, si rileva l’opportunità di ulteriori iniziative di tutela per i cittadini affetti da Covid e non Covid rispetto a quelle già poste in essere». Queste le motivazioni che hanno portato il presidente della Regione a vietare  «l’ingresso nel territorio della regione Marche da parte di persone non aventi residenza o domicilio nel medesimo territorio con la finalità di recarsi presso le proprie abitazioni diverse da quella principale (c.d. seconde case)», l’ingresso stesso «è consentito solo in presenza di comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute».



Fonte CronacheAncona.it

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