I contagi frenano, ma le Marche restano sopra la soglia d’allarme per i ricoverati Covid

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I contagi frenano, ma le Marche restano sopra la soglia d'allarme per i ricoverati Covid


ANCONA – L’emergenza coronavirus sembra rallentare nelle Marche, almeno per quanto riguarda i contagi, ma resta l’allarme per i pazienti ricoverati. Reparti intensivi e non, infatti, hanno percentuali di occupazione oltre le soglie di allarme e tra le più alte a livello nazionale. I dati, aggiornati a ieri da Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), parlano di posti letto in terpia intensiva occupati al 60% da pazienti Covid. 


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La soglia critica è stata fissata dal Ministero della salute al 30%: le Marche, insieme alla Lombardia (61%) sono al doppio, mentre la media nazionale si attesta al 41%. Non si tratta del picco, raggiunto il 25 marzo con il 63%. Sono 13 le regioni che sforano la soglia: oltre alla due già citate anche Piemonte (58%), Emilia Romagna (52%), Provincia autonoma di Trento (51%), Friuli Venezia Giulia (49%), Puglia (44%), Umbria (43%), Toscana (42%), Lazio (40%), Molise (38%), Abruzzo (36%), Liguria (32%) e Valle d’Aosta (30%).

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REPARTI NON INTENSIVI

Sopra la media nazionale anche il dato di occupazione dei posti letto non intensivi da parte di pazienti Covid. Con i suoi 860 ricoverati su 130 posti letto (per area non critica si intendono i posti letto di area medica afferenti alle specialità di malattie infettive, medicina generale e pneumologia) le Marche si attestano al 59% (media nazionale 39%). Un dato alto, ma in discesa dopo il picco del 22 marzo scorso (65%).  Un tasso di occupazione più alto ce l’ha soltanto il Piemonte (66%), seguono Emilia Romagna (54%,) Friuli venezia Giulia (53%), Lombardia 51% e Puglia 50%.

 

Ultimo aggiornamento: 15:33


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fonte Corriere Adriatico

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