i numeri cambiati in sette giorni. Ecco quando e come possiamo uscire dal rosso

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i numeri cambiati in sette giorni. Ecco quando e come possiamo uscire dal rosso


ANCONA – La buona notizia, dopo settimane di buio, è che le misure anti Covid stanno dando risultati incoraggianti nelle Marche. In soli sette giorni è stato registrato un calo di oltre mille casi e tutte e cinque le province stanno invertendo la curva in maniera sensibile. Non solo: si è anche raggiunto il valore di 250 casi per 100mila abitanti, con un abbassamento dell’indice Rt, dati che potenzialmente posizionerebbero la regione in fascia arancione già a partire da mercoledì 7 aprile, giorno in cui dovrebbero riaprire le scuole.

 

 

 
I dati aggiornati
Una tendenza che è stata sottolineata anche dal governatore Francesco Acquaroli in chiusura del consiglio regionale di ieri: «Aspettiamo le comunicazioni del ministero, ma i dati confermano una riduzione sostanziale dei positivi al Covid. Inoltre abbiamo raggiunto la famosa soglia di 250 casi su 100mila abitanti, un risultato importante che ci conferma come finalmente nella regione ci sia stata una frenata importante nei contagi». Il presidente ha ribadito che a preoccupare è la pressione ospedaliera, dove il numero dei ricoverati è ancora molto alto rispetto ai limiti imposti dal Dpcm: «Siamo tra il 58 e il 59% di saturazione nelle terapie intensive e semi intensive, mentre si sta verificando un alleggerimento negli ingressi nei diversi pronto soccorso». Insomma un mese di provvedimenti, tra ordinanze regionali e ministeriali, stanno dando i risultati sperati e soprattutto nella settimana tra il 21 ed il 28 marzo è stata registrata una importante inversione di tendenza. Esaustivi i dati dell’Osservatorio epidemiologico della Regione Marche, guidato dal dottor marzo Pompili. Nella prima settimana di marzo i positivi registrati sono stati 5.157, tra l’8 ed il 14 marzo i casi sono rimasti sostanzialmente invariati, assestandosi a 5.130 mentre una lieve flessione è stata segnalata nel periodo tra il 15 ed il 21 marzo con 4848 marchigiani infettati dal virus. 

La frenata sostanziale
Ma è nella settimana tra domenica 21 e domenica 28 marzo che si è notato un calo sostanziale con 3.792 casi accertati dai test antiCovid, esattamente 1.056 positivi in meno rispetto al periodo precedente analizzato dagli esperti. Si tratta della prima vera riduzione nelle Marche, strutturata in maniera omogenea: tutte le province infatti sono coinvolte in questa frenata del virus nel territorio. Ma ancora più evidente è l’incidenza dei casi su 100mila abitanti: nel periodo 1-7 marzo le Marche registravano 340,92 casi per 100mila abitanti, la settimana successiva (8-14 marzo) l’incidenza dei contagi era di 339,13 e dal 15 al 21 marzo di 320,49. Dati altissimi, da piena zona rossa. Ma nella settimana appena passata e cioè dal 22 al 28 marzo, le Marche hanno raggiunto la soglia decisa dal governo per non incorrere nelle strette dei colori: siamo infatti a 250 positivi su 100mila abitanti, con un Rt che dovrebbe posizionarsi tra l’1, 06 e l’1,07 rispetto all’1,15 della volta precedente. Dunque i parametri su cui sta ragionando in queste ore le cabina di regia del ministero sono quelli di un rischio moderato per la regione anche se con tendenziale alto. Cosa significa? Significa che potenzialmente le Marche dal 7 aprile (il 6 scade il decreto Draghi, quindi i provvedimenti slitteranno di 48 ore), potremmo essere classificati in zona arancione. Il condizionale è d’obbligo visto che da qui a poco il governo dovrà decidere se far valere due settimane i provvedimenti già intrapresi. In questo caso si resterà in zona rossa – scuola in presenza fino alla prima media – almeno sino a lunedì 12 aprile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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fonte Corriere Adriatico

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