Mandibola che segue la crescita: al “Salesi” il primo intervento in Italia con protesi dinamica

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Mandibola che segue la crescita: al “Salesi” il primo intervento in Italia con protesi dinamica


ANCONA – Intervento con tecnica innovativa di ricostruzione della mandibola grazie ad una protesi dinamica in titanio su un ragazzino 12enne al Salesi di Ancona. È la prima volta che accade in Italia. Protagonista dell’intervento mai realizzato prima è stata l’equipe del reparto di Chirurgia Maxillo-Facciale degli Ospedali Riuniti di Ancona che ha riportato il sorriso sul volto ragazzino, residente con la sua famiglia nello Jesino.

Sei anni fa aveva subito l’asportazione della mandibola per un tumore, e ad operarlo di nuovo è stato il chirurgo Giuseppe Consorti insieme al primario Paolo Balercia e alla specializzanda Lisa Catarsi. Con la crescita la struttura ossea del ragazzino si modifica e per evitare di doverlo rioperare ogni due anni il chirurgo Consorti ha avuto l’idea di una protesi dinamica, che cresce con lui.

Il dottor Paolo Balercia, primario del reparto, ci spiega che la protesi innovativa, realizzata su misura, seguirà la crescita del ragazzino, grazie al ricorso alla tecnica della «distrazione» che permette di allungare piano piano ossa e tessuti molli nei bambini, un po’ come avviene con  l’apparecchio ai denti applicato per allargare il palato.

«L’intuizione del collega (Consorti, ndr) – prosegue – è stata quella di realizzare una protesi customizzata dinamica, che a determinati intervalli di tempo viene attivata, allungandosi e crescendo con il bambino, in modo tale che il paziente non si trovi più corretto solo per un anno o due. Ogni tanto dovrà sottoporsi all’attivazione della protesi – spiega -, ma in questo modo, quando avrà terminato la crescita, potrà sottoporsi all’intervento definitivo, riabilitativo, con un trapianto di un lembo microchirugico dal suo perone, un osso della gamba che viene messo al posto della mandibola».

La mandibola in titanio

Un intervento che non solo ha consentito al giovane paziente di avere un nuovo volto, ma anche di superare il disagio legato al suo aspetto, restituendogli finalmente il sorriso e la gioia, tipici della sua età.

«Questo ragazzino per il suo aspetto un po’ particolare – spiega il dottor Balercia – , dato dalla malattia, subiva una sorta di isolamento che si è accentuato ancora di più con la pandemia, mandandolo ancora più in crisi, quindi l’urgenza è stata quella psicologica. Una volta riabilitato e aperte le scuole, potrà finalmente accettarsi e reinserirsi nell’ambiente della scuola e amicale».

Il reparto di Chirurgia Maxillo Facciale di Torrette è centro di riferimento nazionale del circuito Smile House- Operation Smile, una organizzazione mondiale che opera con protocolli condivisi per la cura delle malformazioni dei bambini con labiopalatoschisie e altre problematiche cranio – maxillo – facciali.

I chirurghi del Salesi eseguono mediamente tra i 12 e i 15 interventi di questo tipo all’anno. Spesso si sono recati anche fuori dalle Marche e dall’Italia, e all’estero dove hanno preso parte a missioni che hanno riportato il sorriso sul volto dei bambini affetti da malformazioni congenite o legate a patologie anche dei paesi poveri. «Lui e la mamma sono stati felicissimi – conclude il primario – Ci hanno detto di essere finalmente usciti da un incubo».





fonte Centropagina

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