Mandibola hi-tech per un bambino di 12 anni, a Torrette intervento unico al mondo: «Ora scattatemi una foto»

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Mandibola hi-tech per un bambino di 12 anni, a Torrette intervento unico al mondo: «Ora scattatemi una foto»


ANCONA – Ricostruzione della mandibola con una protesi bioingegneristica che si adatterà alla crescita del bambino. È il nuovo rivoluzionario intervento messo in atto dall’equipe del dottor Giuseppe Consorti all’interno dell’ Unità Operativa di Chirurgia maxillofacciale degli Ospedali Riuniti di Ancona diretta dal dottor Paolo Balercia. Un’operazione mai eseguita prima a livello mondiale, resa possibile grazie alla collaborazione di un centro ingegneristico che ha progettato la nuova mandibola mediante una pianificazione chirurgica computerizzati, ottimizzando i risultati funzionali ed estetici.


 

«L’intervento – riferisce il dottor Consorti – è stata effettuato su un bambino di 12 anni con una gravissima malformazione del viso acquisita dopo una precedente operazione di emimandibulectomia, ovvero la completa asportazione di metà mandibola a seguito di una neoplasia benigna». Benché l’operazione fosse perfettamente riuscita, l’anomalia acquisita del volto comprometteva, però, la vita quotidiana del paziente sia dal punto di vista pratico, sia sociale. Di qui la decisione di intervenire applicando una protesi. Tuttavia, trattandosi di un bambino, non era possibile impiegare una protesi ordinaria, che avrebbe dovuto essere continuamente sostituita man mano che il paziente cresceva.

Quindi il dottor Consorti ha pensato di progettare, coadiuvato nello studio dalla dottoressa Lisa Catarzi, una protesi in grado di seguire lo sviluppo mandibolare del bambino fino al termine della crescita, cosa che gli consentirà di mantenere una costante e normale morfologia e simmetria del volto, senza alcuna alterazione funzionale, facendolo tornare a parlare e mangiare normalmente. Inoltre ciò permette di preparare in maniera ottimale i tessuti molli, rendendo possibile eseguire l’intervento di ricostruzione mandibolare con un lembo microchirurgico di perone al temine della crescita, cosa che porterà a un risultato predicibile e definitivo, dove successivamente potranno essere posizionati impianti al titanio per sostenere la dentizione protesica.

«La difficoltà – spiega Consorti – è stata non solo nell’intervento chirurgico, ma anche nella fase progettuale, che ha richiesto più di un anno di studi sui vettori di crescita mandibolari, e in quella ingegneristica. È stato infatti costruito un meccanismo mai realizzato prima». 

L’intervento è stato eseguito lunedì, con il bambino che si è svegliato al termine senza nessuna difficoltà. Non ci sono state complicanze né prima, né durante, né dopo l’operazione, anche grazie al prezioso apporto dell’équipe di anestesisti di cui faceva parte il dottor Gian Marco Piattellini del Reparto di Anestesia e Rianimazione del Salesi, e tutto sembra proseguire per il meglio. «I genitori sono molto contenti – fa sapere Consorti – perché attendevano da tempo quest’intervento». Per il quale purtroppo i tempi sono andati per le lunghe a causa della complessa fase di progettazione e della sospensione delle sedute operatorie dovuta alle problematiche relative al Covid.

«Lo voleva tanto anche lui – dice la madre -. Mi ha chiesto subito uno specchio e dopo che si è visto era contento. La prima cosa che mi ha detto è: mi fai una foto mamma». «In una situazione come quella attuale di pandemia gli interventi chirurgici sono solo quelli di emergenza – è il commento del dottor Balercia -. Ma l’emergenza non è soltanto clinica. C’è anche quella sociale e psicologica. Questa operazione consentirà a un bambino di 12 anni di tornare ad una vita normale nel momento in cui ritroverà i suoi compagni di scuola».

 



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fonte Corriere Adriatico

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