Covid, l’estate a quota 34. Ma Pesaro e Ascoli è meglio spegnerle per entrare (e restare) in zona bianca

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Covid, l’estate a quota 34. Ma Pesaro e Ascoli è meglio spegnerle per entrare (e restare) in zona bianca


ANCONA – Il quadro è complessivamente positivo, ma nelle Marche la frenata del contagio resta meno marcata rispetto alla maggior parte delle altre Regioni. A giovedì, il tasso d’incidenza era di 34, quindi ampiamente sotto la soglia dei 50 casi ogni 100mila abitanti e, se il trend si mantiene su questi livelli per le prossime due settimane, come anticipato più volte, dal 21 giugno scatterà la zona bianca, con l’allentamento delle misure restrittive che ne consegue. 


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Le due province da domare
Due province, però, non sono ancora riuscite a scendere sotto quella sottile linea rossa che determina la sfumatura di colore: si tratta di Pesaro Urbino, che ha chiuso il monitoraggio settimanale con un tasso di 53, ed Ascoli Piceno, ancora a 57. L’incidenza settimanale più marcata si registra nelle fasce d’età tra i 3 ed i 5 anni (90,29), tra i 6 ed i 10 anni (81,34) e tra i 19 ed i 24 anni (76,57), tutte comunque in flessione, mentre si legge chiaramente l’effetto vaccini nei numeri molto contenuti tra la popolazione dai 70 anni in su. 
Nel report settimanale elaborato dall’Istituto superiore di sanità, inoltre, le Marche sono le uniche a registrare una percentuale tra il 5 ed il 50% nella probabilità di superare, nei prossimi 30 giorni (proiezione riferita al 1 luglio), la soglia di occupazione dei posti letto in terapia intensiva (fissata al 30%) ed in area medica (40%). Tutte le altre Regioni fanno segnare una probabilità inferiore al 5% (solo la provincia di Trento oscilla tra il 5 ed il 50%, ma solo per le terapie intensive). Tuttavia, il quadro che emerge dal report quotidiano del Servizio salute della Regione permette di tracciare un quadro nettamente più positivo della situazione dei ricoveri, ancora in calo: a ieri, i degenti in rianimazione erano 18, dato in discesa di quattro unità rispetto al giorno precedente, così come in flessione sono i posti letto in area medica (52 rispetto ai 54 del giorno precedente). 

Il numero di pazienti
Aumenta di uno, invece, il numero di pazienti in semi intensiva, passando da 42 a 43. Nel puzzle va anche il tassello dei dimessi (ieri 14) e per il terzo giorno consecutivo non si sono verificati decessi. Ora quasi tutte le strutture territoriali che ospitavano degenti affetti dal virus sono Covid free: restano operative solo Villa Serena (con 6 pazienti in area medica), la Rsa Campofilone, la struttura di Fossombrone e quella della rete dell’Inrca Residenza dorica. Diminuisce anche, in generale, il numero di ospedali che ospitano pazienti Covid, come da piano pandemico: ripercorrendolo a ritroso, alla fine dovranno prenderli in carico solo le aziende ospedaliere di Torrette e Marche nord, e l’ospedale Asur di San Benedetto per le terapie intensive, e l’ospedale di Fermo come riferimento dell’area medica. Oltre, ovviamente, al “polmone” rappresentato dal Covid Hospital di Civitanova. 

Meno rispetto ad altri territori
Una situazione tutto sommato positiva, ma meno rispetto altri territori. Ed anche l’indice Rt – che ormai non è più utilizzato come parametro per determinare la collocazione in una delle fasce di rischio, ma scatta comunque una fotografia dell’andamento epidemiologico – lo testimonia: sempre secondo il report dell’Iis, nella settimana tra il 24 ed il 30 maggio, l’Rt marchigiano si è assestato sullo 0,8 (quindi sotto la soglia di rischio fissata sull’1). Fanno peggio di noi solo le province autonome di Bolzano (0,99) e di Trento (0,93), mentre la Valle d’Aosta ci accompagna con 0,8. In generale, però, la classificazione complessiva del rischio è considerata bassa, così come nel resto d’Italia. Che il virus stia rallentando la sua corsa lo dimostrano anche i dati sul contagio che ogni giorno vengono diramati dal Servizio salute. Su 1160 tamponi processati nel percorso nuove diagnosi (di cui 316 nello screening con percorso Antigenico), ieri si sono registrati 71 casi positivi in tutta la regione, di cui 26 nella provincia di Pesaro-Urbino, 22 in quella di Ascoli Piceno – che si confermano le più riottose a flettere la curva -, otto nell’Anconetano, cinque nel Fermano e cinque nella provincia di Macerata. Dei 71 totali, appena 17 erano casi positivi sintomatici.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultimo aggiornamento: 22:26


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fonte Corriere Adriatico

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