Elica, i lavoratori in Prefettura: «Chiediamo l’intervento del Governo»

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Elica, i lavoratori in Prefettura: «Chiediamo l’intervento del Governo»


 

Un folto gruppo di lavoratori di Elica questa mattina ha manifestato in piazza del Papa ad Ancona nel corso della nuova giornata di mobilitazione indetta da Fim, Fiom e Uilm che ha bloccato per 4 ore il lavoro negli stabilimenti della multinazionale di Cerreto d’Esi e di Mergo. Nell’ambito della manifestazione una delegazione sindacale è stata ricevuta dal prefetto Darco Pellos, a cui le maestranze hanno consegnato un documento riepilogativo delle tappe salienti della vertenza e delle richieste sindacali.

La delegazione dei lavoratori Elica in Prefettura

Nel testo di ricorda l’annuncio del piano strategico 2021-2023 per il gruppo quotato in borsa, lo scorso 31 marzo, che ha annunciato di voler delocalizzare in Polonia oltre il 70% delle produzioni attualmente allocate sul fabrianese con conseguenti chiusure di stabilimenti e licenziamento di oltre 400 persone.«Tale scelta è stata poi ribadita in tutte le successive sedi istituzionali dove sono stati convocati tavoli di crisi ( Regione e Mise) – scrivono i lavoratori – E’ subito iniziata una grande mobilitazione da parte delle lavoratrici e lavoratori, con presidi, iniziative e scioperi che ancora continuano: le istituzioni a tutti i livelli si sono schierate inequivocabilmente contro il progetto di Elica. Solo ultimamente siamo venuti a sapere, da comunicati stampa, di ipotetiche disponibilità a rivedere dei punti del piano da parte dell’azienda che però nei fatti continua in maniera silenziosa lo smantellamento della produzione dagli stabilimenti di Mergo e Cerreto, implementandola in Polonia cedendola a fornitori, facendo poi ricorso alla Cassa integrazione per i dipendenti diretti».

Nel documento consegnato al prefetto sono state inoltre annotate« azioni unilaterali nelle fabbriche, hanno reso il clima pesantissimo con conseguenti forti rischi per la tenuta sociale: alcune persone sono anche state soccorse dal 118 per ansia e malori causati dalla situazione che è stata creata». Il Coordinamento sindacale del gruppo sollecita di nuovo la riconvocazione del tavolo di crisi presso il Mise «perchè il lavoro, che Elica addirittura prevede in aumento nei prossimi anni, deve continuare ad essere sviluppato negli stabilimenti del fabrianese. Si vuole ricordare che l’area cooking interessa 560 persone di cui 409 andrebbero licenziate, più un indotto di oltre 1000 persone che rischia di sparire; ne consegue che il progetto di Elica arrecherebbe un danno occupazione, industriale e sociale insostenibile per l’intera area montana della provincia di Ancona già colpito da oltre un decennio di crisi e che vede avanzare processi di desertificazione industriale, spopolamento ed abbandono del territorio». Si rende quindi necessario individuare tutti gli strumenti e le soluzioni «affinché l’azienda mantenga ed implementi le produzioni sugli attuali siti italiani, anziché continuare a creare tensioni sociali che rischiano di esplodere in maniera incontrollabile, dentro e fuori le fabbriche. – chiosano le sigle sindacali – Il Coordinamento sindacale chiede l’intervento del Governo per invertire la strada che Elica ha intrapreso,e che continua a perseguire nonostante gli annunci, anche attraverso la proroga del blocco dei licenziamenti; individuare gli strumenti normativi atti a fermare i processi di delocalizzazione soprattutto da parte delle multinazionali e per rilanciare il territorio di Fabriano, preservandone le competenze, il know how e la strategicità industriale, in un’ottica di sistema paese. Non si può pensare di utilizzare risorse pubbliche come il recovery plan ed i Pnrr per delocalizzare le produzioni e favore di speculazioni borsistiche e finanziare, nell’interesse unico degli azionisti e non in quello del Paese». Lunedì è in programma un faccia a faccia tra sindacati e azienda in Regione per analizzare le aperture avanzate dalla multinazionale per revisionare il piano industriale.

(fotoservizio Giusy Marinelli)



Fonte CronacheAncona.it

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