Andrea Raschia va in pensione: «Continuiamo a costruire la cultura di una pubblica amministrazione trasparente»

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Andrea Raschia va in pensione: «Continuiamo a costruire la cultura di una pubblica amministrazione trasparente»


Andrea Raschia

 

 

Sarà ufficialmente in pensione dal 1 luglio Andrea Raschia, segretario di Cgil Fp Ancona e nei giorni scorsi ha pensato di salutare i colleghi scrivendo una mail. Ha esordito parafrasando il regista Nanni Morettiin ‘Ecco Bombo’: «”Che faccio, scrivo o non scrivo? Magari si nota di più se rimango in disparte…Ci sarebbero buone ragioni per farlo. – sottolinea Raschia nel suo messaggio di commiato – L’impegno sindacale esercitato con passione nel corso di un tempo lungo, forte del vostro immancabile sostegno -un onore, un vero privilegio risultare in ogni occasione sempre primo degli eletti alle elezioni Rsu-, ha invece spinto a esprimere un sentimento di sincero affetto, prima di tutto rivolto a compagni di lavoro con i quali ho condiviso militanza; a colleghi con i quali ho collaborato; a quanti mi hanno appoggiato, peraltro senza mai lesinar critiche; a quanti hanno riconosciuto e apprezzato serietà e disinteresse. Infine, davvero non ultimo, un caloroso saluto in particolare alle ragazze e ai ragazzi che oggi capita con maggior frequenza di incontrare negli uffici, segno di un tardivo quanto indispensabile processo di rinnovamento, timido turn over che, pur a fatica, sembra aver iniziato a prendere le mosse. Finalmente, dopo anni di trascuratezza e dismissioni in luogo di investimenti. Politiche perseguite a ogni livello, dal centro come in periferia, di cui oggi misuriamo sulla pelle effetti disastrosi. Benarrivati! Auspico non costituisca problema il fatto che i nuovi ingressi avvengano in una delle fasi più difficili tra quelle attraversate, una pandemia che lascia segni indelebili non solo nelle persone colpite dal virus – tantissime, alle quali dedichiamo un dolce pensiero- ma nel tessuto sociale già sfaldato dai colpi di una crisi lunghissima sommati all’incapacità di una classe dirigente di farvi fronte in modo adeguato».

«Mi riferisco in particolare alla concreta difficoltà di garantire l’inserimento dei nuovi assunti attraverso l’accompagnamento affidato a dipendenti di maggiore esperienza per gestire quell’indispensabile fase di passaggio di consegne, e soprattutto lo scambio del prezioso bagaglio di competenze professionali maturate che non deve mai andar disperso. – prosegue Andrea Raschia – Nessuno dimentichi la mission: rendere fruibile lo spazio pubblico, garantire a tutti l’effettiva disponibilità dei Beni comuni, pari opportunità per accedere a servizi ben organizzati e di qualità crescente. È quanto serve al Paese, oggi più che mai: questo è l’impegno cui ciascuno deve sentirsi parte attiva e responsabile. Rompere incrostazioni, modificare vecchie abitudini che ancora oggi pesano nella pubblica amministrazione. Superarle rimane un obbligo doveroso. Serve accrescere questa consapevolezza. Ciò metterebbe nella condizione migliore anche le Organizzazioni di rappresentanza, a far capo dalla nuova Rsu che presto sarete chiamare a scegliere. Ovviamente si tratta di un processo che deve vedere coerenza soprattutto da parte dei soggetti chiamati a svolgere funzioni di governo, a far capo dalla figura di Sindaci datori di lavoro, oltre che interlocutori, attori principali del cambiamento necessario. In questa prospettiva si può e si deve far meglio. Un invito al sindaco pro-tempore e noi stessi, non di meno: la nostra forza consapevole e organizzata dev’essere in grado di esigere comportamenti diversi e adeguati. A proposito: un caro saluto anche a Valeria Mancinelli. Nelle sue funzioni amministrative la ricordo alle prime armi – armata allora di un dolce sorriso- giovane assessore ai servizi sociali con la Giunta Monina. E’ iniziata proprio allora questa mia esperienza. Proseguita con l’amministrazione Del Mastro – ricordo accesi confronti all’ipotesi di esternalizzare il servizio manutenzioni, sventata dalla nostra tenace iniziativa e passata poi attraverso le sindacature Galeazzi e Sturani -, l’impegno per porre un argine al fenomeno del precariato, che contribuì a stabilizzare decine di contratti di lavoro».

Nei ricordi del sindacalista sono «tutte personalità con le quali, non senza momenti di tensione, ci siamo misurati riuscendo a intrattenere relazioni trasparenti. La diretta conoscenza non ha mai interferito nelle decisioni sindacali da assumere. Né ha mai impedito a Fp Cgil di esternare, anche attraverso un rapporto positivo e diretto con l’opinione pubblica, autonome valutazioni. Pesantemente critiche, quando necessario, specie nei confronti di gestioni grigie, burocratiche, neghittose che hanno attraversato varie fasi, galleggiando sapientemente tra diverse amministrazioni, da queste non sempre contrastate a dovere, se non addirittura tollerate, a volte. Ecco– chiude Andrea Raschia – il compito che abbiamo di fronte: costruire la cultura di una pubblica amministrazione trasparente, onesta e responsabile, formata e competente. Ed è una prospettiva per la quale vale la pena di continuare a spendere il nostro impegno civile, indispensabile per contribuire a realizzare una rete efficiente di servizi, patrimonio per tutta la nostra comunità».



Fonte CronacheAncona.it

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