Castelfidardo intitolerà una strada o una piazza al parà Marco Mandolini

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Castelfidardo intitolerà una strada o una piazza al parà Marco Mandolini


Il consiglio comunale di Castefidardo ieri in presenza ma senza pubblico

 

 

Castelfidardo non dimentica e intitolerà una strada al suo cittadino Marco Mandolini,  il maresciallo paracadutista morto in circostanze ancora misteriose il 13 giugno del 1995 sulla scogliera di Livorno. Il sottufficiale del battaglione “Col Moschin” dopo essere stato ferito con quaranta coltellate da mani ignote, era stato finito con un masso pesante 25 chili. Un giallo irrisolto e collegato nel tempo ad altre morti eccellenti: quella della giornalista Rai Ilaria Alpi e quella del maresciallo Vincenzo Li Causi in Somalia. La decisione è stata suggellata ieri con il voto all’unanimità di una mozione a tema presentata dalla maggioranza  e illustrata dalla consigliera Silvia Giampieri (M5S), Tra i tanti riconoscimenti, il militare era stato premiato dal presidente Scalfaro, e tra l’altro ricevette la medaglia d’oro dell’Onu nel ‘93 per le numerose missioni di pace internazionali alle quali partecipò e la medaglia di merito per la lunga attività da paracadutista, ha ricordato in aula la Giampieri «ed essendo trascorsi più di 10 anni ci sono i requisiti ad intitolare una via o piazza cittadina al militare quale riconoscimento per essere stato un difensore della patria, previo invio alla prefettura per le verifiche di competenza» ha sottolineato. Dai banchi di minoranza il consigliere Lorenzo Catraro (Uniti per Castelfidardo), che nel 1995 era sindaco di Castelfidardo, ha ricordato lo choc che scosse la città della fisarmonica alla notizia della morte violenta del maresciallo Mandolini. «Questa morte come quella di Ilaria Alpi ci accompagnerà ancora per lungo tempo – ha detto Catraro – perchè sembra che non ci sia proprio la volontà di arrivare a far luce sul mistero che l’avvolge. Noi abbiamo bisogno di giustizia e verità per il maresciallo Mandolini. Intitolargli una strada ha un senso di ricordo ma anche di memoria per capire gli eventi nei quali si è articolata questa vicenda».

Marco Mandolini

Anche il consigliere Massimiliano Russo (Solidarietà Popolare) ha sostenuto la scelta di «valorizzare le caratteristiche e la qualità della persona del maresciallo. E’ fuori di dubbio che le capacità di Mandolini le abbiamo scoperte dopo la sua morte, ma forse dovremmo cercare di vedere oltre nella dedica che vogliamo tributargli, vale a dire quello che rappresenta la persona, che forse rappresenta tutte quelle vittime che non hanno un colpevole. Pensiamo a Giulio Regeni ad esempio di cui abbiamo tanto parlato anche in questo Consiglio comunale». Una prospettiva di lettura  condivisa anche dal consigliere Enrico Santini (Pd): «Le considerazioni di Russo sono centrate, si potrebbe intitolare la strada a tutti i morti senza colpevoli, forse questa di Mandolini possiamo definirla una morte di Stato. Pensiamo ad esempio alle vittime della strage di Ustica. Questo senza disconoscere il valore del maresciallo Mandolini». Santini ha inoltre chiesto la sospensione della seduta consiliare, svolta in presenza con le misure anti Covid, per discuterne insieme con tutti i gruppi di minoranza. Il sindaco uscente di Castelfidardo prima del voto ha voluto riportare il dibattito sulla essenza della mozione stessa. «Il nostro concittadino Mandolini ha ricevuto encomi e riconoscimenti al valore militare dalle più alte cariche militari fino alla croce commemorativa Onu per l’eccezionale professionalità e valori di pace. – ha detto Roberto Ascani – Nonostante l’indiscussa professionalità e la continua difesa della patria, a 26 anni dalla sua tragica scomparsa, nessuna istituzione locale ha mai espresso il proprio riconoscimento, non è opportuno, a mio giudizio, il paragone con altri persone morte in circostanze tragiche. Il nostro concittadino, servitore dello Stato, è morto più volte: non è stato ancora trovato il colpevole e non solo, si è tentato il depistaggio subito dopo il delitto per non far addirittura riconoscere il corpo alla famiglia. Da quando si è capito, la sua è stata una morte ‘scomoda’. Per questo motivo trovo inopportuno declinare questa scomparsa in maniera generale con altre». Alla fine il  voto del Salone degli Stemmi è stato unico e solidale.

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Fonte CronacheAncona.it

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