Coltorti: «Grillo? Un elefante in cristalleria. Il 33% è stata una congiunzione astrale. Lo dissi subito: bisogna riorganizzarci»

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Coltorti: «Grillo? Un elefante in cristalleria. Il 33% è stata una congiunzione astrale. Lo dissi subito: bisogna riorganizzarci»

Mauro Coltorti alza il telefono alle 18.28. Manca ancora mezzora all’inizio della riunione tra i parlamentari. Dopo le bocche cucine del primo pomeriggio il Senato romano (in salsa grillina) ha già espresso il suo pollice verso: è contro Beppe Grillo. Sarà per questo che l’asciuttezza e l’equilibrio del docente universitario jesino si sciolgono in un’intervista tanto amara quanto densa di onestà intellettuale. Segue un post sui social prima di entrare nella riunione. «Siamo tutti con Vito Crimi. Insomma, tutti tranne una piccola percentuale».

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Una piccola percentuale dei marchigiani?
«No, una piccola percentuale generale. Non condividiamo il modo in cui si è comportato Grillo».

E tra i marchigiani che cosa vi siete detti.
«Siamo tutti con Crimi».

Che cosa vi ha ferito di più della lettera scritta da Grillo martedì pomeriggio?
«Crimi è il nostro capo politico, in questo caso non ci sono state consultazioni, scambi di opinioni. Niente di niente. Una caduta di stile micidiale. Peraltro ci aspettavamo di poter leggere lo statuto nuovo, aprire una discussione o una fase emendativa. Siamo vicini a Vito, non meritava questo trattamento».

Si è creata una tensione troppo forte.
«Ma Vito è una persona squisita, si è speso per tutti, si è fatto in quattro. Noi auspichiamo che si possa ritrovare un’intesa. Sono sempre stato per l’unità del gruppo, perché senza coesione l’azione del Movimento diventa meno efficiente». 

Sono venuti al pettine tutti i nodi.
«Ma io lo dicevo da tempo. Serviva una ristrutturazione del Movimento, una riorganizzazione. Era chiaro che il tempo dei Meet up non sarebbe durato in eterno. Insomma, da docente, mi ero permesso di chiederla in tempi non sospetti. Lo spontaneismo non poteva pagare a corsa lunga».

Avete sprecato un capitale di consensi.
«Ma si capiva che il 33% ottenuto alle Politiche era una congiunzione astrale. Una congiunzione astrale all’incrocio tra le nostre idee giuste e il malcontento della gente. Due situazioni legittime, proposta e aspettativa, che sono poi confluite nel governo con la Lega».

Già il governo con la Lega.
«È stata una scelta impopolare e la gente probabilmente non ha capito che se non avessimo fatto così all’Italia sarebbe toccato un governo tecnico di cinque anni. Così come, per lo stesso motivo, abbiamo aderito a questo governo di unità nazionale cercando di portare avanti e difendere le nostre idee fondanti».

E ora Grillo ha mandato tutto in frantumi.
«Troppo tranchant. Credo che Beppe Grillo non si renda conto di essersi mosso come un elefante in una cristalleria». 

Perché è successo questo secondo lei?
«A fronte di un nuovo Statuto presentato dal presidente Conte che avrebbe dovuto essere reso noto e discusso congiuntamente dai parlamentari e dagli stessi attivisti Beppe ha deciso, senza consultare nessuno, di tagliare un rapporto che aveva voluto lui stesso». 

Il passaggio su Crimi resta un salto nel buio.
«Grillo non ha consultato neppure Crimi che è rimasto sgomento della decisione. Non era neppure stato informato. La decisione ha lasciato sgomenti molti di noi senatori che giovedì scorso avevamo incontrato Grillo che ci aveva confermato che nel giro di 3-4 giorni la situazione si sarebbe risolta»

A questo punto lei si schiera.
«Ed esprimo la mia vicinanza anche a Giuseppe Conte che per mesi ha lavorato ad una riorganizzazione del Movimento che avremmo voluto conoscere più nei dettagli e che molti di noi reputano necessaria come il pane. Credo che Beppe abbia trascurato la cosa più importante ed indispensabile cioè l’unità dei gruppi ed in particolare l’unità del Movimento che vedeva in Giuseppe Conte la migliore possibilità di incidere sulla realtà del paese dopo che per tre anni lo aveva fatto raggiungendo traguardi importanti anche a livello europeo». 

Porta definitivamente chiusa?
«Chiedo, insieme a tanti altri, a Beppe di tornare sui suoi passi e di avviare una indispensabile fase di interlocuzione. Mi auguro che ci sia ancora un margine di manovra per il bene del Movimento».

 

Ultimo aggiornamento: 09:31


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fonte Corriere Adriatico

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