«Dopo i test sierologici, tra i primi in Italia a partire con i vaccini»

0
1
«Dopo i test sierologici, tra i primi in Italia a partire con i vaccini»


ANCONA – Per ora sono poco meno di 50 farmacie ma il numero è destinato a salire. L’allargamento dei punti vaccinali con la discesa in campo degli esercizi è una notizia molto positiva per le Marche perché mette a disposizione della Regione una platea di soggetti protagonisti nella grande battaglia della campagna di prevenzione che si gioca da qui a settembre.


Il Covid Hospital chiude, pazienti trasferiti. L’assessore Saltamartini: «Pronto a riaprire in caso di nuova emergenza»

 

Un passaggio non semplice, peraltro, se si guarda la questione dal lato delle stesse farmacie. Andrea Avitabile è il presidente di Federfarma Marche: «Quando – spiega – ci si trova ad affrontare cambiamenti epocali, come è apparsa fin dal primo momento la possibilità di vaccinare in farmacia , le complessità e le variabili sono sempre molte. A posteriori posso dire che si tratta del più importante successo della storia della professione farmaceutica italiana negli ultimi 20 anni». 

Il massiccio coinvolgimento

«C’è stato un massiccio coinvolgimento – spiega ancora Avitabile – della nostra professione in una campagna di vaccinazione nazionale; l’auspicio è che il servizio sanitario nazionale si affidi alle farmacie anche per tutte le future campagne di immunizzazione, vista la grande ed appassionata disponibilità dei farmacisti titolari e dei loro collaboratori». C’è comunque soddisfazione nel ricordare che la regione Marche è stata tra le prime in Italia ad avviare la vaccinazione in farmacia: un qualificante avvio verso la “farmacia dei servizi” , confermato con più di 165.000 tra test sierologici e tamponi in auto somministrazione effettuati e registrati in 4 mesi in oltre 200 farmacie. Questa diffusa attività di screening offerta dalle farmacie, ha permesso di monitorare e sorvegliare l’evoluzione epidemiologica del virus.

Il consorzio in campo

Un sistema di grande complessità organizzativa in cui Codin Marche, come consorzio tra i distributori intermedi del farmaco, cura , in questa fase sperimentale, il servizio di distruzione in forma gratuita, «superando – come ricorda il presidente Alberto Ceccolini – difficoltà di gestione di un prodotto complesso». «L’attuale è un momento di enormi cambiamenti – conferma Avitabile – come professionisti della salute vogliamo dimostrare la capacità di affrontarli nel modo più opportuno, non potevamo rendere operative in contemporanea tutte le 225 farmacie accreditate, entro una decina di giorni vedremo il sistema pienamente funzionante». Nei primi giorni sono già state consegnate alle 66 farmacie attivate più di 2.300 dosi di vaccino già somministrate. Per Avitabile «dobbiamo essere soddisfatti, mettere da parte polemiche pretestuose e dare merito alla Regione Marche e all’assessorato alla Salute di avere colto al volo la nostra disponibilità». 

Le farmacie rurali

Marco Meconi, vice presidente di Federfarma Marche e rappresentante delle farmacie rurali sottolinea che «siamo tutti convinti dei valori positivi delle farmacie marchigiane: la capillarità, la presenza in territori spesso troppo lontani dalle strutture ospedaliere, la professionalità degli uomini in camice bianco ed il rapporto di fiducia con il cittadino. I farmacisti hanno svolto un ruolo cruciale durante la pandemia siamo stati in prima linea nella lotta al Covid fornendo risposte concrete alle esigenze dei cittadini, le farmacie sono state sempre aperte, e si sono affermate, ancora di più, sempre al fianco dei pazienti, come punto di riferimento del servizio sanitario sul territorio» . 

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA





fonte Corriere Adriatico

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here