Fioritura di Castelluccio, al via i week end sperimentali «Mai più 14 chilometri di code»

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Fioritura di Castelluccio, al via i week end sperimentali «Mai più 14 chilometri di code»


 

Nelle foto (di Anna Maria Cecchini) il Pian Grande di Castelluccio

 

Fioritura di Castelluccio, al via i due weekend di sperimentazione. L’importante, comunque, è preservare l’area «Mai più code di 14 chilometri sotto il sole e auto che occupano dieci campi di calcio per assistere alla fioritura a Castelluccio come successo lo scorso anno. Indispensabile la partecipazione di tutti i soggetti interessati alla gestione congiunta degli accessi per far funzionare al meglio l’evento». La speranza è che possa arrivare una apertura degli accessi anche dal versante marchigiano. Cosa che non potrà accadere per il primo week end (3.4 luglio) ormai prossimo, ma forse per quello seguente (che sono poi i due fine settimana oggetto della sperimentazione. Cambiano dunque le regole di fruizione per lo spettacolo della fioritura del Pian Grande nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, «con la limitazione dell’accesso di veicoli privati a Castelluccio di Norcia durante i fine settimana prossimi e centrali della caratteristica fioritura, determinando l’avvio di una storica innovazione nella fruizione sostenibile delle aree di pregio naturalistiche nei momenti di massimo afflusso» dice Legambiente. Una decisione nata a seguito dalla pronuncia della Corte d’Appello di Roma, che impedendo qualsiasi possibilità di parcheggio sulla Piana, ha reso necessario una diversa gestione dell’evento annuale «che lo scorso anno aveva determinato oltre 14 chilometri di code, un’incidenza di emissioni fuori norma e la presenza di oltre 20mila veicoli privati nei week end che occupavano lo spazio di almeno 10 campi di calcio». Il presidente del Parco Nazionale Monti Sibillini aveva subito promosso un tavolo tra tutti gli attori, per individuare scelte e soluzioni condivise, «che non è riuscito purtroppo a trovare una sintesi. Gli approfondimenti e le indicazioni della Prefettura di Perugia e i conseguenti atti amministrativi dovuti, che con l’ordinanza della Provincia di Perugia hanno definito la limitazione di accesso al Pian Grande nei primi due week end di luglio a tutti i veicoli privati, lasciando libero accesso sia dall’Umbria, sia dalle Marche, per residenti, dimoranti ed esercenti delle attività economiche locali, per soggetti non deambulanti, a piedi, in bici o in moto e per chi avesse la prenotazione in strutture ricettive, oltre ai bus turistici e navette organizzate. Nel versante umbro, grazie alla predisposizione di parcheggi di scambio e navette, prenotabili on line (che ieri già registravano prenotazioni di oltre 1000 mezzi) si potrà accedere allo stupendo spettacolo della fioritura nei week end di massimo afflusso del 3/4 e del 10/11 luglio in maniera sostenibile. Negli altri giorni della settimana invece verrà consentito il libero transito, indistintamente sia dal versante umbro sia da quello marchigiano, senza possibilità di sosta e di fermata. Ad oggi è dunque consentito l’accesso nelle giornate di sperimentazione sia sul versante umbro sia su quello marchigiano agli stessi soggetti autorizzati, in attesa in queste ore di disposizioni per la viabilità del territorio marchigiano così come predisposto dall’Umbria che regoli accessi e possibilità eventuali di aree di sosta» continua Legambiente. «Il prossimo week end e quello successivo – dicono Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche e Maurizio Zara, presidente Legambiente Umbria – si avvia una gestione sperimentale di questo grande spettacolo naturale che merita una maggior tutela nella fruizione nonostante i tempi ristretti in cui è stata siglata la svolta. In questo momento è indispensabile l’impegno di tutti i soggetti interessati alla gestione congiunta degli accessi per far funzionare al meglio l’evento, così da ridurre la pressione dei veicoli e garantire le ricadute economiche locali. Questo deve essere anche l’inizio di un percorso di migliore gestione di un territorio di pregio naturalistico e culturale, che deve vedere, al di là dei confini geografici, la collaborazione e la sinergia delle Amministrazioni, delle comunità e degli gli operatori economici per promuovere il territorio, le tante proposte turistiche e di accoglienza e per costruire insieme uno sviluppo locale duraturo e sostenibile».

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Fonte CronacheAncona.it

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