la piccola Ambra nasce vaccinata, ha già gli anticorpi contro il Covid

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la piccola Ambra nasce vaccinata, ha già gli anticorpi contro il Covid

SENIGALLIA – È appena nata Ambra e ha già gli anticorpi contro il Covid. A trasmetterglieli è stata la madre, Sara Bassotti, risultata positiva al virus quando era incinta di sei mesi. La bambina è nata lunedì all’ospedale di Fano. I genitori vivono a Senigallia, alla Cesanella per l’esattezza, e in primavera erano diventati loro malgrado famosi perché tutta la famiglia era rimasta isolata in casa.

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La coppia ha altri tre figli, Andrea, Amelie e Alessandro. Con loro vive anche la zia. Tutti risultati positivi. 

Le preoccupazioni 

«L’emozione è sempre tanta – racconta il padre Francesco Tagliamonte – non è mai la stessa per ogni figlio. Sarà dura ma ce la faremo. i figli sono l’unica cosa per cui, guardandoti un giorno indietro, dirai: sì, la mia vita ha avuto un senso». La gioia della quarta arrivata – quasi un record se non fosse per un’altra famiglia senigalliese che di figli ne ha ben sei – è stata preceduta da una gravidanza vissuta con qualche timore. «All’inizio eravamo preoccupati per il fatto che mia moglie avesse il Covid, seppure preso in forma leggera – racconta il padre – poi per via della positività al test di Coombs, scoperto mesi prima, abbiamo dovuto fare degli accertamenti anche per conoscere il gruppo sanguigno della piccolina. Abbiamo così appreso che aveva sviluppato gli anticorpi contro il Covid. I medici hanno detto che mia moglie le ha passato gli anticorpi». A non far dormire sonni tranquilli ai genitori di Ambra, ora decisamente più rilassati, è stato invece il test di Coombs. «Ci siamo sentiti mancare la terra sotto i piedi appena saputo che la bimba era risultata positiva al test di Coombs indiretto – racconta la madre Sara Bassotti -, per farla breve io sono Rh negativo e mio marito positivo. Non si capisce per quale motivo il mio corpo ha iniziato a produrre anticorpi che avrebbero distrutto i globuli rossi della bimba. Digitandolo su internet le prime parole collegate sono state “danni celebrali” e “morte in utero”. Quel giorno abbiamo vagato in macchina prima di rientrare a casa dagli altri figli, che erano con la zia, perché non volevo mi vedessero piangere. Ero disperata. Ho immaginato il peggio ma il ginecologo mi ha tranquillizzata e detto che, se fossi stata seguita, sarebbe andato tutto bene. Così è stato». 

Il sollievo 

Lunedì con l’arrivo di poco più di 3,5 chilogrammi di amore puro, a cui hanno dato nome Ambra Adriana, hanno potuto tirare un sospiro di sollievo. «Più del Covid abbiamo temuto Coombs – conferma Francesco Tagliamonte – perché gli anticorpi prodotti da Coombs avrebbero potuto distruggere i globuli rossi della bambina e tra i rischi c’era anche la morte perinatale. Si prospettava una trasfusione fetale a Bologna, iniettando del sangue Rh 0 negativo attraverso la placenta, ma per fortuna non è stato necessario. Mia moglie è stata seguita all’ospedale di Loreto, centro di secondo livello per lo screening prenatale, dove sono stati a dir poco meravigliosi».

 

Ultimo aggiornamento: 09:21


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fonte Corriere Adriatico

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