Elica, Maurizio Mangialardi: «Spiraglio di luce nella vertenza. Ora attiviamoci per istituire la Zes»

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Elica, Maurizio Mangialardi: «Spiraglio di luce nella vertenza. Ora attiviamoci per istituire la Zes»


Da sinistra: Casini, Mangialardi e Mastrovincenzo ad un corteo dei lavoratori Elica

 

 

«La sospensione del Piano industriale rappresenta uno spiraglio di luce per il futuro di centinaia di famiglie e per l’intera area del fabrianese. L’obiettivo, ovviamente, deve rimanere il ritiro del medesimo e, in particolare, il blocco dei licenziamenti annunciati a marzo. Ma certamente, da oggi, si apre una nuova fase, conquistata grazie alla determinazione delle organizzazioni sindacali e ai grandi sacrifici dei lavoratori che si sono battuti in questi mesi contro il tentativo di delocalizzare gli impianti di Cerreto d’Esi e Mergo». Il consigliere regionale Maurizio Mangialardi (Pd) commenta così la novità nelle trattative tra azienda, sindacali nazionali e territoriali e gli enti locali sulla vertenza Elica, emersa ieri al tavolo del Mise. «Una nuova fase che deve tornare a mettere al centro del confronto la tutela dei livelli occupazionali e la salvaguardia del territorio da ogni rischio di deindustrializzazione. In questo senso, va assolutamente accolto l’appello che le organizzazioni sindacali rivolgono a tutte le istituzioni e, soprattutto, alla Regione Marche. – sottolinea il capogruppo del democrat in Consiglio regionale – La proposta del Partito Democratico per l’istituzione nella nostra regione di una Zona logistica semplificata rafforzata, che approderà presto in consiglio regionale, va esattamente in questa direzione perché mira a coniugare semplificazione amministrativa e agevolazioni fiscali per chi decide di investire nel territorio. Auspichiamo che l’analogo impegno che in Parlamento sta portando avanti l’onorevole Alessia Morani, venga fatto proprio anche dal presidente Acquaroli, al quale chiediamo di attivarsi immediatamente con il presidente del consiglio Mario Draghi affinché questo provvedimento possa essere discusso quanto prima dal consiglio dei ministri».



Fonte CronacheAncona.it

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